Scrivere per i lettori

Scrivere per i lettori: 5 consigli utili

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

I consigli non sono mai troppi quando la scrittura sul web deve dimostrarsi quanto più efficace e persuasiva. In questo articolo non vogliamo proporvi un decalogo da seguire alla lettera, ma desideriamo porre l’attenzione su aspetti che non possono essere assolutamente trascurati quando parliamo di contenuti trasmessi attraverso la rete. L’unico consiglio è quello di ragionare da lettori del vostro blog, della vostra rivista, della vostra rubrica, in modo da poter individuare più facilmente le strategie migliori per catturare la loro attenzione.

Valutare i tempi di lettura

Sul web si lavora su ipertesti e questo porta a costruire articoli in modo sempre diverso e più o meno originale. Molto spesso, al posto della classica struttura dotata di un lead che contiene le informazioni principali, di un corpo centrale che ospita i particolari sempre meno importanti e di un riassunto/chiusura finale, si preferisce costruire gli articoli con paragrafi chiusi – più facilmente linkabili – e che sopportano l’occhio distratto della lettura a video.

In più va considerato il paradosso principale del web: rispetto alla carta, lo spazio a disposizione è potenzialmente illimitato, ma se consideriamo che la lettura a video è circa il 25% più lenta di quella su carta, allora gli articoli sul web devono essere per forza più stringati dei loro equivalente su carta. O meglio devono essere costruiti come cipolle: a strati.

Dunque, diventa importante costruire il pezzo in modo stringato, ma utilizzando al meglio le possibilità offerte dagli ipertesti. In questo modo si possono aggiungere nodi – linkati nel pezzo principale – con approfondimenti e rimandi – sempre con link – ai documenti originali. Con un lavoro ben fatto si può aiutare il lettore a decidere il grado di approfondimento di cui ha bisogno aumentandone la soddisfazione. Si tratta di costruire un nucleo breve e esaustivo che, man mano e secondo la voglia di approfondire del lettore, si amplia in cerchi concentrici e sempre più ampi. La “scalabilità” degli articoli è un “plus” della scrittura online.

Quindi condensare nelle prime righe le informazioni salienti è particolarmente importante, anche perché, come abbiamo visto, la lettura via web è più difficoltosa dal punto di vista dello sforzo e allo stesso tempo più veloce e dispersiva, visto che ci fermiamo pochi secondi, in media, su una singola pagina web.

#1 Arricchire con video e immagini

Se consideriamo che il contenuto di un articolo è ormai interamente digitalizzato, consideriamo ormai fondamentale arricchire l’articolo con contenuti multimediali. E non si tratta, banalmente, di foto, ma anche di registrazioni audio, filmati e grafici interattivi. Anzi, proprio perché ora è possibile gestire con estrema facilità pagine web dinamiche, l’interattività con il lettore può essere spinta molto avanti.

#2 Link: croce e delizia

Un appunto sul discorso legato all’economia del link è doveroso.

La struttura del web richiede che si faccia un uso generoso del link perché la densità dei rimandi aiuta il lavoro dei motori di ricerca e premia anche l’autonoma ricerca del lettore che è stimolato ad approfondire l’argomento di cui parla il post.  In più una delle massime del giornalismo via web prescrive che si concentrino le risorse su quanto si può sviluppare in modo originale e si linki il resto.  Far rimanere i lettori sulle proprie pagine fa parte del mestiere di chi vuole scrivere sul web, ma i link sono vivamente consigliati quando, per esempio, si cita un virgolettato oppure un articolo di un altro collega. È un fatto di etica professionale, di correttezza. Ma l’ipertesto non si utilizza solamente per le esigenze meramente cronachistiche. I link servono per sgravare chi scrive dall’incombenza di spiegare tutto nel suo pezzo che può essere quello che accade, invece, sulla carta, dove gli articoli devono contenere una sintesi (magari sotto forma di box o infografiche) che chiarisca il pregresso o le parti più complesse dell’articolo.

Leggi anche:  Che cos’è la link building?

Il problema vero, in effetti, sono i link esterni. Prima di tutto per una questione di credibilità, soprattutto quando non si è sicuri della qualità di ciò che linkiamo, ma c’è anche una seconda ragione, che possiamo definire “professionale”. Lo scopo primario di chi scrive sul web è far restare il più possibile il lettore sulle proprie pagine per massimizzare l’introito pubblicitario che si più estrarre dalla sua attenzione, dunque, i link esterni disturbano questa linea professionale. Proprio per questo, i link esterni devono essere pesati con maggiore attenzione rispetto a quelli interni che conservano il traffico all’interno del nostro dominio.

Per far questo una delle strategie migliori è quella di relegare i link esterni nella parte centrale o finale dell’articolo, concentrando, invece, nella parte iniziale quelli interni.

#3 Spronare la riflessione e, dunque, il commento

Ormai sul web la maggior parte degli articoli vengano commentati dai lettori. Una modalità che in Italia non è stata subito adottata, ma che ora è lo standard, anche se ci sono stati parecchi ripensamenti.  In particolare nella maggior parte dei casi la possibilità di commentare è limitata alle persone iscritte al sito, questo per diminuire, almeno in parte, il grado di anonimità dei commenti che molte volte può portare a veri e propri flames. In più ormai è la norma avere anche strumenti di condivisioni su tutte le piattaforme disponibili o quasi. Ciò favorisce un dialogo alla pari, sempre più stimolante, soprattutto per il lettore, che si sente parte integrante di una discussione o di un dibattito.

#4 Ragionare e scrivere in ottica SEO

Ancora una parola sui problemi posti dalla scrittura sul web. Il principale è la verifica dei fatti resa difficile dalla pressione a pubblicare una notizia o un articolo di attualità il prima possibile per avere un vantaggio competitivo, anche in termini di posizionamento sulla prima pagina dei motori di ricerca (Search Engine Result Page, SERP).

I principi della SEO (Search Engine Optimisation), infatti, prescrivono che nelle prime righe del pezzo (nel titolo e, possibilmente anche nel sommario) debba essere posizionata la maggior parte delle “parole chiave” (keyword) di cui gli algoritmi dei motori di ricerca si servono per indicizzare il pezzo. Tuttavia non è necessario farne un abuso!

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Google non dipende più dalla densità delle parole chiave per determinare se una pagina web è una fonte efficace per rispondere a una domanda di ricerca. Oggi i motori di ricerca come Google utilizzano una moltitudine di segnali per determinare i risultati della ricerca. Le parole chiave rimangono importanti per gli argomenti e le idee che rappresentano, ma molto più importante è la qualità del contenuto e il modo in cui il messaggio viene consegnato.

La capacità di ottimizzare il proprio articolo per farlo finire nella prima pagine delle SERP di Google, di Google News o di altri motori di ricerca è fondamentale, tanto quanto l’abilità nel promuoverlo sui social network. Ma ciò significa che il vostro sito non deve solo essere ottimizzato per Google, ma deve soprattutto inseguire uno scopo e offrire contenuti di valore al lettore.

#5 Il fattore tempo

Davanti ad uno scoop, ad una notizia appena uscita, con i giornali di carta o le riviste, il tempo dell’evento è ben distinto dal tempo della produzione giornalistica che è a sua volta distante dal tempo del consumo. Di solito avviene qualcosa di notiziabile, il giornalista ne viene a conoscenza, si documenta, interpella le sue fonti fiduciarie, scrive il pezzo e lo fa leggere al giornalista che si occupa del desk. Il pezzo viene titolato e messo in pagina. Il giorno dopo viene letto sul giornale.

Con il web – e anche con le reti all news – l’avvenimento, la produzione del pezzo e il suo consumo sono quasi sincronici. Questo significa che molte delle cose appena scritte saranno superate e a volte contraddette da quello si viene a sapere solo pochi minuti dopo. Quindi la scrittura del pezzo è un work in progress.

Questo è uno dei motivi perché il live blogging è sempre più usato. Al posto di un articolo riassuntivo continuamente riscritto è più elegante una sequenza di brevi post in ordine cronologico inverso – magari con contenuti multimediali e con inserite le principali reazioni dei protagonisti arrivate via social media – che danno conto dello sviluppo della notizia nel suo farsi e nella sua apparente contraddittorietà. Solo alla fine sarà importante costruire un primo riepilogo e poi una serie di articoli più meditati.

Francesca Liberatore
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