contenuti evergreen

I contenuti evergreen per affrontare l’algoritmo di Google

Quando parlo con i miei clienti dell’importanza di una buona strategia SEO utilizzo sempre la metafora dell’orto che va curato giorno per giorno per avere raccolti abbondanti.

Una corretta strategia di contenuti richiede lungimiranza, costanza e pazienza. Non basta seminare per poi raccogliere. Serve una buona analisi preliminare per determinare gli obiettivi da raggiungere ed è necessario attendere che il tempo porti i suoi frutti.

Soprattutto però è fondamentale dedicare attenzioni quotidiane a quanto prescrive il piano editoriale: non basta pubblicare nuovi contenuti, va continuamente rivisto e ottimizzato quanto già pubblicato.

Anche perché la SEO muta costantemente e ci chiede di far evolvere la nostra comunicazione. Google e gli altri motori di ricerca affinano continuamente i loro algoritmi e bisogna adattarsi per restare a galla nelle SERP.

Comprendere Google per addomesticare il suo algoritmo

Gli odierni algoritmi di Google non si limitano più ad ordinare i risultati che hanno una maggiore keyword density, ma hanno imparato a conoscerci ed ascoltarci.

Dopo averci studiati per anni, e con la complicità dei nostri cookie di navigazione, i motori di ricerca riescono a elaborare le migliori risposte alle nostre domande.

Questo perché col tempo Google ha cambiato pelle, siamo passati dal motore di ricerca al motore di risposta.

Noi consumiamo la sua pubblicità e gli altri servizi e per questo l’algoritmo ci viene incontro per rispondere meglio a ciò che chiediamo. Noi, per contro, ci siamo messi comodi e abbiamo iniziato a chiedere in maniera diversa e più colloquiale: basti pensare alle ricerche fatte a voce.

La prospettiva della SEO si è quindi ribaltata: se prima bisognava assecondare i dettami di Google, ora bisogna assecondare i capricci degli utenti. Per piacere ai motori di ricerca è infatti essenziale saper rispondere con i propri contenuti alle domande di chi naviga.

Se all’inizio qualcuno vedeva l’algoritmo come uno strumento da piegare al proprio volere, ora la strada giusta è vederlo come un buon alleato.

BERT e gli algoritmi che mutano con le stagioni

L’algoritmo di Google viene rimaneggiato molto di frequente e ogni aggiornamento solitamente causa il panico tra gli addetti ai lavori. Ma da qualche tempo però l’età del terrore è terminata, chi lavora per l’utente ha poco o nulla da temere.

Ormai tutti gli aggiornamenti mirano a favorire la migliore esperienza per l’utente, sia dal punto di vista contenutistico che nell’ottica di migliorare la navigazione: ottimizzazione per mobile, tempi di caricamento più brevi, pubblicità meno intrusive, ecc.

Se si progettano i contenuti basandosi sulle esigenze di chi naviga, gli aggiornamenti possono anche essere premianti!

L’ultimo grande annuncio di Google, ma paradossalmente quello meno clamoroso, è stato BERT, il Bidirectional Encoder Representations from Transformers. Un nome complesso per una funzione semplice: riuscire a comprendere meglio il linguaggio naturale. Un grande cambiamento tecnico, ma in continuità con l’ottica di ascoltarci in maniera migliore.

Da un anno a questa parte poi Google aggiorna con cadenza più o meno trimestrale le proprie linee guida per i quality raters, un documento che fornisce elementi per meglio tarare i contenuti per gli utenti. Solitamente podo dopo il rilascio di nuove linee guida arriva un algoritmo che corregge le SERP in base alle nuove indicazioni date.

In pratica Google stesso ci guida nel migliorare i nostri contributi. Ma come fare ad avere contenuti buoni per tutte le stagioni, che non vengano spazzati via dalle novità introdotte ogni tre mesi?

Contenuti di qualità, ma sempreverdi

La soluzione per riuscire a cavalcare le maree nei risultati di ricerca è creare messaggi che siano sempre validi. Uscite dall’ottica di dover creare contenuti persuasivi, create buoni contenuti!

Un contenuto evergreen è un contenuto in grado di resistere al tempo, che non invecchia ma che stagionando acquisisce valore e posizionamento.

In questa tipologia di articoli rientrano perlopiù i tutorial (a patto che siano su procedure non soggette ad upgrade periodici), i contenuti stagionali (tutti gli articoli che ciclicamente ritornano in voga), gli approfondimenti o gli spiegoni su tematiche frequentemente ricercate e in generale tutti i contenuti che non sono ancorati a un determinato momento.

Per scriverli è meglio non inserire riferimenti cronologici o a fatti di cronaca, ma non è comunque questo il vincolo principale che darà loro la forza di affrontare il susseguirsi degli aggiornamenti di Google.

Un contenuto sempreverde è un contenuto che mantiene immutato il suo fine comunicativo nel tempo.

Il tuo pezzo deve essere pensato per rispondere a un bisogno del lettore: di tipo informativo, ricreativo, motivazionale, ecc.

Se il tuo messaggio non soddisfa una qualche esigenza del pubblico, latente o esplicita, si arenerà nel mare delle informazioni presenti in rete.

Un articolo scritto in maniera semplice, chiara, esaustiva e utile può invece vivere per sempre. Basta che sia tarato sulla persona che ti sei proposto di raggiungere.

In questo modo non avrai bisogno di ritoccarlo periodicamente, anche se un buon creatore di contenuti sa sempre che c’è qualcosa da limare o migliorare. Gli aggiornamenti alla piattaforma per migliorare l’esperienza di navigazione sul sito possono poi essere svolti quasi sempre senza dover rimpastare i contenuti.

Quindi scrivi come se volessi fare un dono a chi legge. Ma assicurati che il regalo che fai sia quello che faccia stare bene l’altro, non quello che credi ti faccia fare bella figura.

Rocco Iannalfo
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