come ottimizzare gli anchor text

Clicca qui: cos’è l’anchor text e come ottimizzarlo

L’anchor text è l’etichetta che evidenzia le porte scorrevoli in un testo per il web.

Porte scorrevoli?

Ti ricordi il film Sliding Doors?

La giovane Hellen, che ha il volto della bellissima attrice Gwyneth Paltrow, si trova alle prese con due possibili futuri. Due destini diversi che hanno un punto d’inizio comune: le porte scorrevoli di una metropolitana. Se salirà a bordo il suo futuro prenderà una direzione, ma se non attraverserà le porte, beh, ne prenderà un’altra.

L’anchor text è la scritta su quelle porte scorrevoli e deve convincere il lettore ad attraversarle. Deve farlo cliccare sul link che lo porterà a imboccare il percorso pensato per lui. L’unica differenza tra te e la protagonista di Sliding Doors è che il tuo futuro dipende dalla scelta di qualcun altro.

Ma non ti preoccupare, perché potrai agire sulle tue “etichette” per fare in modo che, nella maggior parte dei casi, possano condurre al futuro che desideri.

Dunque, come ottimizzare un anchor text? Come sbloccare il potenziale di ogni link che decidi d’inserire nel tuo contenuto?

Google è il severo proprietario della metropolitana: ogni link è una stazione di partenza e se vuoi che i tuoi lettori salgano a bordo, ecco cosa potresti fare.

Anchor text: Google Penguin docet

L’essenza dell’ipertesto, che caratterizza i contenuti per il web, è il link. L’anchor text è l’etichetta che appiccichiamo al link e, generalmente, rappresenta un invito all’azione: clicca qui.

Sapere come ottimizzare un anchor text vuol dire rendere il tuo contenuto uno snodo di opportunità, capace di accompagnare il lettore verso approfondimenti specifici, con naturalezza. È un micro contenuto che brilla nel tuo testo: informa e, si spera, persuade.

I link sono uno dei fattori principali che influiscono sul posizionamento organico del tuo sito web. Quindi, prima di suggerirti alcuni consigli per ottimizzare i tuoi anchor text, sono costretto a portarti nel mondo dei link. La correlazione è troppo stretta, non possiamo evitarlo, ma tranquillo, non ti parlerò di link building.

Come una diligenza inseguita dagli indiani nel selvaggio West, attraverseremo dei concetti in tutta fretta. Forse qualche freccia resterà conficcata nel legno massiccio del nostro mezzo e ti sembrerà d’intravedere il volto dipinto di qualche indiano, ma ce la caveremo.

Dunque, partiamo da ciò che già sappiamo: un link è un collegamento ipertestuale. Questo collegamento rimanda a risorse necessarie per approfondire un concetto specifico, consentendoti di mantenere il contenuto più breve. Oppure, conduce il lettore a un’azione successiva rispetto a un concetto esposto nel testo.

Esistono due tipi di link:

  • I link interni: quando un link rimanda a un contenuto presente nel tuo sito. Grazie a questi link Google si farà un’idea di com’è strutturato il tuo sito web e quali siano le pagine più rilevanti.
  • I link esterni: quando un link punta alla risorsa di un altro sito web. Google sfrutterà questi link sia per trovare nuove pagine che per capire quali siano quelle più apprezzate nel web.

Quando un contenuto del tuo sito viene linkato da un altro, questo link è denominato backlink. È un segnale che il motore di ricerca riceve sulla qualità della tua pagina web.

Essendo i link degli ingredienti magici, per il posizionamento delle pagine nelle SERP, non sempre blogger e SEO ne hanno fatto un uso corretto. Google, come tutti i motori di ricerca, per capire chi stia usando i link per manipolare i risultati, è dovuto correre ai ripari.

Google Penguin

Google Penguin è un algoritmo che ha influenzato le pratiche SEO, perché creato apposta per valutare la qualità dei backlink, segnalando eventuali attività di spam.

Qualche esempio, se dovessi chiederti cosa intenda Google per spam:

  • L’acquisto o la vendita di link.
  • Cross-linking, ossia lo scambio eccessivo di link.
  • Campagne di marketing con anchor text sovraottimizzati, pieni zeppi di keyword.

Insomma, tutte quelle attività di link building, che Google riterrà sospette, produrranno una reazione negativa per il page rank dei siti coinvolti. Questo vuol dire che le pagine saranno penalizzate e perderanno posizioni all’interno delle SERP.

Nel tempo, Penguin ha subito diversi aggiornamenti, fino a essere integrato nell’algoritmo di base di Google. Quindi, la cura e l’ottimizzazione dell’anchor text dei tuoi backlink e link interni è estremamente importante per la salute del tuo sito web.

Sei ancora con me? Ok, ci fermiamo qui. Abbiamo osservato un panorama complesso, con leggerezza, per comprendere il territorio in cui ci stiamo muovendo. Per renderci conto della rilevanza SEO degli anchor text e quanto possano essere appetitosi per Google.

Dunque, siamo scampati all’assalto degli indiani e la carovana ha resistito. Ora, è giunto il momento di affilare le tue armi e rivolgere l’attenzione agli anchor text.

Tipologie di anchor text

Se è da un po’ di tempo che leggi contenuti web, per capire come strutturare le tue strategie di content marketing, ti sarai reso conto che ogni pratica, ogni concetto, non è mai un’isola. Tutto quello che fai ha una ricaduta sui risultati che otterrai: è tutto collegato.

L’ottimizzazione degli anchor text coinvolge molti aspetti nella scrittura dei contenuti per il web, dall’ottimizzazione delle pratiche SEO all’usabilità dei tuoi testi.

Di solito, l’anchor text è rappresentato da parole o caratteri che etichettano un link, ma può indossare diverse “vesti”.

Vediamo i tipi di anchor text che potresti voler usare:

  • Marchiato: quando il nome del tuo brand corrisponde all’etichetta del link e rimanda a un contenuto del tuo blog, oppure a pagine di altri siti web.
  • Corrispondenza esatta: quando include parole chiave specifiche per la pagina di destinazione.
  • Corrispondenza parziale e long tail: quando l’anchor text contiene sia la parola chiave che una long tail. Una porzione di testo che identifica una variante sull’argomento.
  • Nudo: quando l’anchor text corrisponde in modo esplicito all’url della risorsa.
  • Parola chiave LSI (Latent Semantic Index): se utilizzi parole chiave semanticamente correlate alla keyword principale. Ovvero, parole che non sono a corrispondenza esatta, ma identificano una relazione all’interno del testo.
  • Generico: nel caso utilizzi parole che non abbiano correlazione con il testo. Come il conosciutissimo “clicca qui”, oppure “per saperne di più”, “guarda il video”, ecc.
  • Immagini: in questo caso, Google analizzerà l’attributo “tag alt”, collegato all’immagine. Quindi, è tale attributo che dovrai curare.

Nonostante non esista un limite di lunghezza, per il tuo anchor text, è buona norma che sia specifico e conciso. Deve saper descrivere il contenuto di destinazione con una o comunque poche parole e, allo stesso tempo, incoraggiare le persone a cliccare sul link.

Per capirci, non è entusiasmante vedere un link lungo quanto un paragrafo.

Come ottimizzare gli anchor text

Le persone eseguono la scansione delle pagine web, perché cercano indizi nel contenuto.

Un testo chiaro e leggibile permette ai tuoi anchor text di spiccare nel testo e di essere cliccati, a patto che profumino di utilità.

Google vuole che i tuoi link forniscano reale valore alle persone. Quindi, i tuoi anchor text devono essere inseriti in modo naturale e laddove il lettore si aspetti di trovarli.

Banale, ma non semplice, vero?

Anchor text descrittivi

Assicurati che l’anchor text sia facilmente individuabile e abbia un significato esplicito. Ovvero, che non sia necessario ricorrere alla lettura del testo circostante, per cogliere l’utilità del link. Devi sempre pensare a cosa otterranno le persone quando cliccheranno, quindi sii chiaro: diglielo.

Gli anchor text, per funzionare nel migliore dei modi, devono essere descrittivi. Per esempio, quando il link porta a una risorsa scaricabile comunicalo al lettore:

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Anchor text unici

Se all’interno del testo utilizzi due anchor text identici, che rimandano a due risorse diverse, crei confusione nel lettore: d’istinto penserà che i due link puntino alla stessa pagina.

Per questo motivo, devi fare in modo che i tuoi anchor text siano unici. Sforzati di scrivere etichette descrittive ed evita, se possibile, il famigerato “clicca qui”.

Ancor text e parole chiave

Così come i tuoi testi dovrebbero iniziare riportando l’informazione più importante, anche i tuoi anchor text dovrebbero iniziare con la parola chiave. Le persone non hanno voglia di dedicarti più del tempo che possono, ovvero pochissimi minuti. Se li fai tribolare per capire di cosa stai parlando, per cercare il link che dovrebbero cliccare, e in più l’anchor text non è chiaro, se ne andranno.

Stando allo studio eseguito dalla Nielsen Norman Group, le persone guardano e percepiscono i primi 11 caratteri del tuo anchor text. Ti giochi tutto lì. Il destino del tuo link è legato a due parole, circa.

Se vuoi approfondire, ti consiglio la lettura dell’articolo originale: First 2 Words – A Signal for the Scanning Eye

La posizione degli anchor text

Non solo struttura, ma anche posizione. Sono ripetitivo e forse accuso i primi segnali di Alzheimer, ma lascia che te lo dica di nuovo: le persone scansionano il testo. Guardano i primi paragrafi, titoli, sottotitoli, immagini e brevi porzioni di testo, come le citazioni. Sono dei punti focali e servono per fornire al lettore un quadro generale del tuo contenuto.

Pertanto, posiziona i tuoi anchor text vicino a quei punti focali, dove sai che le persone guarderanno. Il link a un post di approfondimento, perché non piazzarlo alla fine del paragrafo, proprio sopra a un titolo h2?

C’è una sola cosa che non deve mai mancare, si chiama “buon senso”. Non farti ossessionare dalle regole, i miei sono consigli. Quindi, prendi questi suggerimenti e rapportali sempre alla tua specifica situazione, al testo che stai scrivendo e al suo obiettivo.

Cosa intendo?

Posizione, chiarezza e pertinenza del tuo anchor text sono importanti, ma se scrivi per vivere non puoi passare mezza giornata per capire dove posizionare un link. Sii audace, fai dei test, traccia i tuoi anchor text con servizi come Bitly o Rebrandly. Analizza e osserva i dati. In questo modo potrai capire quali anchor text funzionino meglio.

Anchor text: etichette per le tue sliding doors

Dovrai fare attenzione, ogni anchor text è un link, una porta, una scelta, e troppe scelte possono paralizzare. Non ti sto dicendo che dovrai metterne uno, tre o dieci, ma che ogni aspetto del tuo testo dovrà essere curato e valutato in base all’obiettivo che deciderai di affidargli.

Quindi, crea un testo avvolgente, in cui il tuo anchor text sia un faro sulle porte scorrevoli di una metropolitana: conduci i tuoi lettori verso una nuova stazione. Crea percorsi sensati e utili, offri valore, concedi alle persone la possibilità di approfondire un argomento, conoscere le tue soluzioni e acquistare i tuoi prodotti o servizi.

Come sono i tuoi anchor text? Avevi mai pensato che potessero avere così tante implicazioni?

Questo articolo è un punto di partenza, ma se condividi le tue esperienze, il tuo approccio agli anchor text, offri a tutti la possibilità di valutare alternative diverse. Lo spazio riservato ai tuoi commenti è qui sotto, proprio per questo.

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Sergio Albertini

Blogger, Webwriter e Digital Tutor at Sergio Albertini
Blogger e Content writer. Si occupa della scrittura di contenuti per il web, formazione e Content marketing.
Crede che la scrittura sia una tecnologia liquida capace di accogliere ogni contenuto e adattarsi a qualsiasi contenitore.
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