Google AI Overview: cosa sono e come restare visibili nelle risposte AI
La presenza online delle aziende è sempre più un problema. O, meglio, è complicata dalla diffusione dell’intelligenza artificiale. Se l’AI da una parte ha semplificato (ma ci sarebbero diverse cosa da dire a riguardo) la ricerca, ha reso per le aziende più complicato emergere e farsi notare. Parliamoci chiaro: se si cerca “miglior ristorante vicino a me” o “quanto costa rifare il sito di un hotel”, oggi Google non restituisce più un elenco ordinato di siti (la SERP). Risponde direttamente lui, con un riquadro generato dall’intelligenza artificiale che riassume la risposta prima ancora che si clicchi su qualcosa. Quel riquadro si chiama AI Overview. E per chi lavora con le aziende (che si tratti di una pizzeria, di un’officina meccanica, di un agriturismo, di una farmacia o di uno studio medico) la domanda non è più “devo occuparmi di SEO?”, ma “come faccio a finire dentro quella risposta?”. Ancor più della SEO tradizionale la risposta è più articolata e complessa. Anche perché parliamo di una realtà, l’intelligenza artificiale, in rapida evoluzione e sulla quale ci sono più attori, non più solo Google. Ma, per ora, concentriamoci proprio sul colosso di Mountain View con AI Overview.
Cosa sono gli AI Overview di Google
Gli AI Overview sono i riepiloghi generati dall’intelligenza artificiale che Google mostra in cima ai risultati di ricerca per molte query informazionali. Invece di dare dieci link tra cui scegliere, Google costruisce una sintesi automatica pescando informazioni da più siti e la presenta come risposta già pronta. Sì, ci sono una serie di problemi, alcuni dei quali oggetto di cause legali internazionali. Ma, per ora, ci sono e funzionano così.
La differenza con la SERP classica è profonda. Prima il motore di ricerca ordinava i contenuti, oggi in parte li riscrive. E non è un fenomeno marginale. Secondo i dati raccolti da Semrush nel primo periodo di distribuzione, la presenza degli AI Overview nelle query monitorate è passata da circa il 6% a oltre il 13% nel giro di pochi mesi. È un ritmo di crescita superiore a quello registrato in passato da feature come i Featured Snippets.
Gli AI Overview compaiono soprattutto su ricerche informazionali (definizioni, spiegazioni, consigli), mentre sono meno frequenti sulle ricerche più commerciali o transazionali (quelle dove l’utente è già pronto a scegliere e prenotare). Questo suggerisce che, almeno per ora, il momento della decisione resta ancora, in buona parte, terreno dei siti web e delle schede delle attività Google My Business.
Perché riguarda tutti, non solo le grandi aziende
Capita spesso di pensare che questi discorsi valgano per i portali di news o per l’e-commerce, non per un ristorante di quartiere. Non è così. Chi cerca “cosa mangiare stasera a [città]” o “hotel con piscina in Abruzzo per famiglie” fa esattamente il tipo di domanda informazionale che AI Overview ama sintetizzare. Se il sito e la scheda Google My Business non sono strutturati per essere capiti facilmente da un sistema che “legge e riassume£, quella sintesi la costruirà usando le informazioni dei competitor. Con tutto quello che questo comporta.
C’è poi un elemento utile da sfruttare a proprio vantaggio. Gli AI Overview premiano contenuti chiari, verificabili e autosufficienti molto più di quanto premino l’autorità del dominio o il volume di traffico storico. Per una piccola attività locale, che spesso compete online contro portali molto più grandi, è una delle poche occasioni in cui le regole del gioco si sono in parte livellate.
Come restare visibili: 3 cose certe e concrete da fare
#1 Scrivi contenuti fatti di risposte, non di prosa
I sistemi generativi preferiscono estrarre blocchi di testo che rispondono a una domanda precisa, in modo autonomo e chiaro. Una pagina “I nostri servizi sono pensati per offrirti un’esperienza unica” non dice niente a un algoritmo che deve riassumere. Una frase come “Il ristorante è aperto tutti i giorni tranne il lunedì, con menu degustazione a partire da 35€” è invece un mattoncino informativo pronto per essere ripreso. Ecco, quindi, che vale la pena rivedere le pagine chiave del sito (Chi siamo, Servizi, Contatti) trasformando frasi generiche in risposte dirette a domande reali che i clienti si fanno. Sarebbe stato utile anche in passato, ma ora diventa imprescindibile.
#2 Struttura una sezione di domande e risposte (e mettila a norma)
Le FAQ non sono un vezzo SEO del 2015 tornato di moda per caso. Sono probabilmente lo strumento più efficace per la citabilità nelle risposte AI, perché ogni domanda-risposta è già nel formato che un motore generativo cerca. Sia chiaro, non basta scrivere le FAQ, vanno marcate con il markup strutturato FAQPage (schema.org). Senza quel markup, per Google e per i motori generativi la sezione è solo testo come un altro; con il markup, la riconoscono esplicitamente come contenuto domanda-risposta e la trattano come materiale prioritario da estrarre. È una delle prime cose da controllare in fase di pubblicazione tecnica dell’articolo.
#3 Cura la coerenza fuori dal sito, non solo dentro
Un modello linguistico non si fida solo di quello che scrivi tu su di te. Guarda se le informazioni coincidono altrove (Google Business Profile, recensioni, citazioni su portali di settore, social). Nome, indirizzo, orari e prezzi devono raccontare la stessa storia ovunque compaiano online.
Un approccio prudente ma non assente
Gli AI Overview stanno cambiando profondamente il modo in cui gli utenti cercano informazioni online. Molto di quello che sta succedendo è profondamente instabile e può facilmente cambiare. Seguire slogan o formule magiche non serve a nessuno. Questo, però, non vuol dire non fare nulla in attesa che le cose si strutturino meglio (ammesso che succeda). Significa procedere con intelligenza (anche umana), valutando caso per caso e scegliendo gli approcci potenzialmente più utili. Anche perché la visibilità è importante, ma non è tutto. Non serve abbandonare strategie consolidate per inseguire ogni nuova sigla del momento. Anche in questo, quindi, emerge l’importanza e l’utilità di affidarsi a una web agency competente che non venda soluzioni preconfezionate, ma che sappia accompagnare la crescita di un’azienda. Anche e soprattutto grazie (e non contro) l’intelligenza artificiale.