Parole chiave: keyword e query, tra intento e contesto

Parole chiave: keyword e query, tra intento e contesto

La scelta delle parole chiave è fondamentale se vuoi scrivere contenuti che sappiano parlare la lingua del tuo pubblico.

Conoscere le parole o le frasi che le persone usano per fare le loro ricerche, ti svela non solo cosa stanno cercando, ma anche con quale intento lo stanno facendo. Ma allora, quali e quanti tipi di parole chiave esistono? Che differenza c’è tra keyword e query?

Se anche tu non sei un esperto SEO, come me, ma scrivi o vuoi scrivere contenuti per il web, sai bene che sono domande a cui devi dare una risposta. Lo so, a volte trovare le chiavi dell’auto è già un problema. In quale tasca le avrò messe? Non ti preoccupare, ci proviamo insieme. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e chissà che alla fine saltino fuori anche le chiavi dell’auto.

Pronto? Dai che siamo in gamba.

Scegliere le Keyword non può prescindere dall’intento di ricerca

L’ho sottolineato subito nell’introduzione: le parole chiave (keyword) sono legate alle intenzioni di ricerca delle persone. Capire questo vuol dire essere consapevoli che il tuo lavoro di ricerca e selezione deve essere la base di tutte le tue attività di marketing. È l’arte che traduce i tuoi contenuti nella lingua che le persone usano.

Se sai quali parole usano le persone per fare le loro ricerche, scritte o vocali che siano, sai anche quali parole usare per confezionare i tuoi messaggi e intercettare le loro richieste. Puoi comprendere il loro intento e creare contenuti cuciti su misura per rispondere ai diversi tipi di search intent.

Gli intenti di ricerca sono, di solito, suddivisi in quattro macro gruppi:

  • Intento informativo, quando la persona cerca informazioni per iniziare a farsi un’idea su un determinato argomento;
  • Intento di navigazione, quando le persone cercano un blog o sito web specifico;
  • Intento commerciale, se le persone vogliono comprare qualcosa e stanno cercando la soluzione adatta a loro;
  • Intento transazionale, quando le persone sono pronte ad acquistare, hanno chiara la soluzione adatta a loro e stanno cercando dove comprarla.

Dunque, hai visto che è importante cercare le parole giuste, ma è ancora più importante comprendere l’intento che queste parole esprimono. Ti aiuta a capire cosa vogliono i lettori dal tuo blog.

È arrivato il momento di affrontare qualche definizione e sbrogliare la matassa dei dubbi.

Allaccia la cintura di sicurezza, perché le montagne russe di Gardaland sono roba da dilettanti: qui ci divertiamo sul serio.

Cosa sono Keyword e Query: che differenza c’è?

Ti ho parlato di parole chiave, le fantomatiche Keyword. Ma avrai senz’altro sentito parlare delle query di ricerca. Qual è la differenza?

Le query sono le parole che le persone digitano o pronunciano per fare le loro ricerche. In pratica sono domande espresse in modo formale. Ad esempio, una query potrebbe essere:

come scegliere le parole chiave per un sito web.

Le Keyword, invece, sono l’astrazione delle query stesse. Nel caso del precedente esempio, la Keyword potrebbe essere:

parole chiave per un sito web.

Forse, ti eri fatto l’idea che le Keyword fossero formate da un’unica parola. Oppure, ora ti sta sorgendo il dubbio che query e keyword siano, più o meno, la stessa cosa. Sono dubbi leciti che ora andremo a spazzare via.

Pensare che le Keyword siano formate da una sola parola non è un’idea sbagliata, ma non è neppure l’unico tipo di Keyword esistente. Così come possiamo dire che tecnicamente query e keyword siano la stessa cosa, ma non lo siano concettualmente. Mi spiego meglio: dovrai cercare e studiare le query, “parole” per capire quali siano gli intenti di ricerca delle persone. Poi posizionerai le Keyword nel tuo contenuto, “parole” per dare una risposta esaustiva alle query di ricerca delle persone.

Le parole che formano query e keyword possono coincidere? Sì, possono coincidere. Ma sarà una query se è la domanda che la persona digita o pronuncia nel campo di ricerca del browser e una Keyword se si trova nel testo di quel contenuto che risponde alla query.

Esistono diversi tipi di Keyword, così come esistono diversi tipi di Query.

Vediamole nel dettaglio, perché è giusto che tu sappia che esistono e ne comprenda le caratteristiche. Poi, come vedrai, ci sono concetti che vanno ben oltre le definizioni.

5 tipi di Query: le richieste delle persone

Possiamo considerare 5 tipi di query diverse. Ricorda che la differenza sostanziale è sempre data dall’intenzione di ricerca delle persone, anche se, come vedremo poi, c’è un altro aspetto da considerare.

Multiple meaning query

Sono domande che possono contenere parole con significati multipli. Ad esempio, la parola “pesca” può essere intesa come frutto o come attività. Nel caso in cui una domanda contenga questa parola è necessaria una disambiguazione. Ovvero, precisare il significato in base al contesto.

Do query

L’intento di questo tipo di query è legato a persone che desiderano fare qualcosa, come acquistare da uno store online, scaricare una determinata app o vedere un video su un sito web.

Un tipo speciale di DO query sono le query d’azione. Domande che le persone rivolgono a un’app sul telefonino, come Siri o Google, ecc. Domande che di solito iniziano con un verbo d’azione.

Intent of a Website query

È il tipo di query che ha come obiettivo individuare un sito o una pagina web specifica.

Know e Know simple query

Sono quelle domande che le persone fanno quando sono alla ricerca d’informazioni su un argomento. Viene definita “simple” quando la domanda è molto specifica e richiede una risposta breve e veloce. Per esempio: quanto pesa Jennifer Lopez? Oppure: infografica blog post perfetto, ecc.

Visit in person query

Sono quelle query che suggeriscono un’azione prossima da parte della persona. Come, ad esempio, la ricerca di un ristorante nella zona in cui si trova o in cui arriverà a breve. Generalmente sono quelle query effettuate con la ricerca vocale o digitate da telefonino.

3 tipi di Keyword: rispondi alle richieste

Accidenti, le query di ricerca hanno sfumature e intenti diversi, però ora le puoi studiare. Puoi creare contenuti che contengano keyword capaci di comunicare ai motori di ricerca un messaggio forte e chiaro: “ehi, questo contenuto è la miglior risposta che puoi offrire”.

Le keyword vengono classificate in 3 tipologie diverse:

Keyword “secca”

È la parola chiave con la quale vuoi posizionare il tuo contenuto. Una missione difficile, specie se posizionati per quella determinata Keyword ci sono contenuti residenti su blog o siti web online da molto tempo e ritenuti autorevoli da Google.

Middle tail keyword

Sono le parole chiave a coda media. Ossia, keyword composte da più parole. Prendi in esame l’esempio che abbiamo già visto per la query “Come scegliere le parole chiave per un sito web”. La Middle tail keyword è “parole chiave”.

Long tail keyword

In questo caso parliamo di keyword a coda lunga. Vale a dire, keyword composte da diverse parole che si rivolgono a un target specifico. Un esempio è proprio la keyword “parole chiave per sito web”.

È facile perdersi in mille definizioni e sotto definizioni. Ci sei ancora vero? Te lo chiedo perché anch’io sono rimasto un paio di righe sopra. Sì, perché al di là delle definizioni tecniche, ci serve ragionare sugli aspetti logici. Quindi, riassumiamo in parole semplici:

Le query sono parole che gli utenti scrivono o pronunciano attraverso il motore di ricerca. Mentre le keyword sono parole che usi nei tuoi contenuti affinché il motore di ricerca ritenga il tuo messaggio la migliore risposta da offrire.

Il motore di ricerca, per rispondere alle persone, non si basa più solo sulla corrispondenza delle parole. Ma tiene in considerazione il tipo di intento delle persone. Quindi, se le persone cercano un’informazione generica perché iniziano a farsi un’idea per un determinato argomento, dovrai rispondere con un contenuto che contiene una keyword informativa. Se il tuo scopo è creare un contenuto che sollecita le emozioni delle persone, perché vuoi far nascere o risvegliare un desiderio, dovrai utilizzare keyword ispirazionali. Nel caso in cui le persone vogliano compiere un’azione, dovrai informare e accompagnare verso quell’azione, con un contenuto che contenga keyword transazionali.

Scopri di più: come migliorare il posizionamento SEO

A prescindere da quale tipo di keyword andrai a scegliere, c’è ancora un aspetto importante che merita la tua attenzione.

Il contesto in cui si esprime l’intento cambia la tua prospettiva nella creazione dei contenuti

Hai visto i tipi di query e di keyword che esistono e, al di là dell’aspetto tecnico e delle definizioni, hai capito che sono connesse ai vari intenti di ricerca. Oggi, però, devi considerare un’altra chiave di lettura che non va a soppiantare quanto abbiamo visto finora, ma lo perfeziona e lo rende ancora più specifico: il contesto di ricerca.

È necessario considerare il contesto di ricerca come parte integrante nel processo di ottimizzazione dei tuoi contenuti.

Per renderla semplice possiamo dire che l’intento descrive quello che una persona sta cercando e rappresenta l’aspetto esplicito della sua richiesta. Invece, il contesto è il motivo per cui la persona fa una ricerca. Ovvero, rappresenta l’aspetto implicito.

Ecco che keyword e query non sono più semplici parole da cercare o inserire in un contenuto, ma diventano il cuore di un’analisi che porta a intento e contesto. Hai a disposizione due supereroi che fanno luce sulle tue parole e ti guidano nella pianificazione strategica e creazione dei tuoi contenuti.

Per approfondire: le ricerche online cambiano e si trasformano i contenuti

Intento e contesto nella ricerca delle parole chiave

Quando crei i tuoi contenuti non devi concentrarti solo su parole che riguardano i tuoi prodotti o servizi. Se lo fai vuol dire che stai trascurando intento e contesto di ricerca. Stai perdendo un oceano di occasioni per incontrare i tuoi potenziali clienti. Questa è una forma di pensiero che devi fare tua, se vuoi che le persone ti conoscano e decidano di affidarsi alla tua soluzione.

Allora, trovate le chiavi dell’auto? Sono sicuro che ora vedrai l’ottimizzazione SEO dei contenuti in modo diverso e darai ancora più valore alle tue idee.

Di facile non c’è mai niente, ma se sai come fare, tutto diventa più semplice.

Lo spazio riservato ai tuoi commenti è sempre aperto. Ti aspetto lì, seduto sulla mia panchetta verde. Ricerco le parole giuste, affinché Google porti a te questo contenuto.

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Sergio Albertini

Blogger, Webwriter e Digital Tutor at Sergio Albertini
Blogger e Content writer. Si occupa della scrittura di contenuti per il web, formazione e Content marketing.
Crede che la scrittura sia una tecnologia liquida capace di accogliere ogni contenuto e adattarsi a qualsiasi contenitore.
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2 Commenti
  • Avatar for Roberto Di Molfetta
    Posted at 8:17, 10 marzo 2018

    Essere attenti al search intent più che alla semplice keyword con cui posizionarsi, è la vera sfida di ogni bravo SEO. Grazie per l’articolo !

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