Come gestire categorie e tag del tuo blog WordPress

Gestire categorie blog e tag WordPress: hai un progetto?

Categorie e tag WordPress definiscono la struttura del blog. Indicano ai tuoi lettori gli argomenti che tratti e come sono organizzati.

Immagina una sera d’inverno. Stai percorrendo una stradina deserta e avvolta nella nebbia. È un luogo sconosciuto e non sai dove andare. Le indicazioni sono poco visibili, troppe e confuse, ti sei perso e desideri solo andartene da lì.

La maggior parte dei blog è così: sono luoghi avvolti nella nebbia con indicazioni accatastate e confuse. Attratti da un titolo ammaliante, persuasi da una meta description intrigante, le persone sono arrivate sul tuo blog, ma ora non sanno come e dove andare. Il tasto “indietro” del browser si trasforma in una enorme luccicante scritta – EXIT – e ci si fiondano a una velocità che nemmeno Usain Bolt potrebbe competere.

Categorie e tag WordPress sono gioia e dolore del blogger, ecco perché devi comprendere come usarle.

Cosa sono le categorie blog e i tag WordPress

Categorie e Tag WordPress sono le tassonomie del tuo blog.

Tassonomia deriva dal greco “táksis” che significa ordine, disposizione. Dunque, categorie e tag servono per disporre in ordine i tuoi contenuti.

Sono elementi fondamentali nella progettazione del blog e non dovresti deciderle in base al contenuto che hai appena scritto. In teoria, è la scelta degli argomenti che vuoi trattare che dovrà indurti a definire categorie e tag come linee guida per i contenuti da creare.

Organizzare e usare coerentemente le categorie e i tag del tuo blog è indice di un progetto strutturato, con un’identità chiara e obiettivi specifici. Infatti, queste tassonomie ti permettono di:

  • Organizzare i tuoi contenuti.
  • Specificare i temi relativi agli argomenti trattati.
  • Semplificare la navigazione delle persone nel tuo blog.

Puoi vedere l’insieme di categorie e tag come una roadmap che guida i lettori attraverso i tuoi contenuti, ma in realtà c’è molto di più. Prima di iniziare a implementare tag e categorie devi essere consapevole che il loro utilizzo impatta anche sulla SEO del tuo blog. Quindi, il modo in cui li userai potrà valorizzare o penalizzare il tuo progetto.

Qual è la differenza tra creare tag e categorie WordPress

C’è una sostanziale differenza tra categorie e tag, tuttavia spesso vengono confuse. Le categorie possono avere sottocategorie legate in modo gerarchico e semanticamente correlate, ma tra categorie e tag non c’è nessun legame di subordinazione.

Considera le categorie come dei recipienti verticali e i tag come delle etichette che identificano, in modo trasversale, il tipo di contenuto al loro interno. Diciamo che le categorie ti permettono di dividere e organizzare in modo gerarchico i tuoi articoli. Invece, i tag ti consentono di unire gli articoli di diverse categorie, senza alcuna gerarchia.

Inoltre, le categorie WordPress sono obbligatorie per edificare la struttura del tuo blog. Quindi, se non specifichi almeno una categoria per i tuoi blog post, verrà assegnata di default la categoria predefinita da WordPress: “Uncategorized”, ovvero “senza categoria”.

Se proprio non vuoi usare le categorie in modo strutturato, ti prego, almeno imposta una categoria predefinita. È semplice. Dal menu di WordPress seleziona – Articoli – Categorie – poi clicca su “modifica” in corrispondenza della categoria “Uncategorized”. Scegli un nome di categoria che possa almeno rappresentare un macro-argomento che tratti nel blog.

Mostrare un contenuto che risulta “senza categoria” non ha alcuna utilità per i tuoi lettori e trasmette un senso di cattiva gestione.

I tag WordPress non sono obbligatori e non ti daranno questo tipo di problema. Ma, se non sono obbligatori, allora puoi aggiungerne quanti ne vuoi?

Quanti tag WordPress devi usare in un blog post?

Ora, sai cosa sono i tag e ti sarà palese che sfruttarli per etichettare i contenuti aiuta i lettori nella navigazione, ma se senti di non averne bisogno nessuno ti punterà una pistola alla tempia. Anzi, in certi casi eliminare i tag è l’unica soluzione per ovviare ad altri problemi. Ma non complichiamoci la vita e cerchiamo di capire quanti tag dovresti usare.

Di solito, i tag sono più numerosi delle categorie, perché vengono scelti senza una progettualità in mente: vengono gestiti con superficialità, senza un significato riconducibile a un progetto editoriale.

Dunque, quanti tag WordPress dovresti aggiungere a un blog post?

Non c’è una risposta definitiva, anzi, si tratta di una domanda ingannevole. Io credo che il numero di tag associati al tuo blog post sia definibile solo nel momento in cui hai ben chiara la struttura dei tuoi contenuti: di cosa vuoi parlare?

Nel dubbio, pensa ai tuoi lettori. I tag li aiutano a spostarsi tra un contenuto e l’altro o nella ricerca di contenuti di loro interesse. Ha senso indicare tre, quattro o cinque strade per giungere nello stesso luogo?

Categorie e tag WordPress: la parola magica è progettualità.

Sei conscio che una regola imposta non esiste, ma non voglio lasciarti con la domanda: “…cosa faccio?” Quindi, cerchiamo di definire delle linee guida.

Prima di tutto, non finirò mai di ripeterlo, devi avere chiaro in mente l’argomento che vuoi trattare e i confini oltre i quali non vuoi spingerti. Poi, potresti ragionare in questo modo:

  • Scegli quattro o cinque parole chiave che abbracciano i contenuti trattati nel tuo blog.
  • Ogni singolo contenuto che andrai a scrivere deve poter essere classificato nelle parole che hai scelto.
  • Quando hai deciso le parole chiave, prendi un pezzo di carta o un software, come preferisci, e fai una mappa mentale. Metti al centro la parola chiave e sviluppa i rami che esprimono gli argomenti specifici correlati a essa. Saranno i tuoi tag.
  • Fai una mappa per ogni parola chiave, ovvero, ogni categoria del tuo blog.

Quando hai finito, guarda le piccole mappe che hai creato. Osserva e analizza. Ci sono categorie ridondanti che possono essere inglobate in altre? Stai coprendo in modo omogeneo e sensato il tuo argomento di riferimento? Deve esserti tutto molto chiaro, altrimenti non potrà esserlo per i tuoi lettori, né per Google.

Categorie e tag WordPress: quale impatto sulla SEO?

Se usato correttamente, un sistema di tassonomie può aiutare il posizionamento SEO del tuo blog. Quando crei categorie e tag devi essere consapevole che stai creando delle nuove pagine, degli archivi di contenuti.

Ti ricordo che non sono un esperto SEO, ma gli aspetti conosciuti, e di base, li dobbiamo affrontare. Il tuo blog WordPress non deve risentire di zavorre eliminabili, quindi procediamo.

Abbiamo detto che i tag sono delle “etichette” che servono per classificare i contenuti, anche di diverse categorie. Ogni tag aggiunto al tuo contenuto genera una pagina archivio, ovvero una pagina in cui tutti gli articoli contrassegnati con quel tag vengono raggruppati.

Ecco perché è buona prassi avere una progettualità editoriale chiara del tuo blog. Definisci i tag in anticipo e attieniti a quelli, salvo rare eccezioni. Ti aiuta a evitare il proliferare di pagine archivio, inutili e ridondanti.

Questa consapevolezza dovrebbe indurti a riflettere prima di aggiungere due o tre tag allo stesso contenuto. Ma, soprattutto, spingerti a evitare di creare un tag, se non sei sicuro che sia fondamentale nel tuo progetto.

Creare un tag associato a un solo articolo genera una pagina archivio contenente solo quel singolo contenuto. Il rischio è che Google lo consideri un contenuto duplicato e finisca per penalizzare una delle due pagine.

Le pagine archivio delle categorie funzionano proprio come per i tag, quindi ogni pagina raggruppa tutti i contenuti associati a una specifica categoria.

Creare una categoria, per poi associare un solo contenuto, genera una pagina archivio che potrebbe essere considerata da Google come un contenuto duplicato. Potresti incappare nelle stesse problematiche che abbiamo appena visto nella gestione dei tag.

Trasforma le tue pagine archivio in vetrine per i tuoi contenuti

Un uso programmatico e consapevole di categorie e tag agevola la navigazione dei lettori nel tuo blog e fornisce a Google informazioni sulla struttura dei contenuti. Ma non solo.

È palese che le tassonomie di un blog sono molto importanti, ma troppo spesso trascurate. Ora che ne sei consapevole, puoi sfruttare le pagine archivio per categorie e tag WordPress come splendide vetrine, in cui mostrare la tua autorevolezza per ogni singolo argomento trattato nel blog.

Non spaventarti, perché non dovrai fare chissà cosa. Per rendere le tue pagine archivio utili al tuo progetto, ti basta aggiungere un po’ di contenuto introduttivo. Ciò significa che ogni categoria e tag dovrà avere una descrizione personalizzata.

Entra nel back-end del tuo blog WordPress e dal menu seleziona – articoli – categorie – poi clicca su modifica e inserisci un’introduzione per ogni categoria. Inserisci un title h1 e, se necessario, dei link interni. Tutto aiuta a posizionare meglio e rendere utili le tue pagine archivio.  Per i tag il procedimento è uguale, seleziona – articoli – tag – e poi inserisci un’introduzione per ogni tag che hai utilizzato.

Lo so, è un lavoro in più, ma devi sfruttare ogni possibilità a tua disposizione, se vuoi sostenere il tuo blog e raggiungere i tuoi obiettivi.

Eliminare i tag WordPress?

Posizionare su Google le tue pagine archivio può tornare utile ma, mentre si presume che il numero di categorie sia abbastanza limitato, i tag potrebbero essere più numerosi.

Senza una progettazione a monte, potresti incappare in diversi problemi:

  • Pagine archivio categorie e pagine tag WordPress “duplicate”. Se hai una pagina categoria “Torte”, non dovresti avere una pagina archivio tag “Torte”.
  • Tag associati a un singolo contenuto. Generano una pagina archivio tag con solo il medesimo contenuto. Un duplicato.
  • Contenuti con lo stesso tag WordPress, sia al singolare che al plurare, come “Torte” e “Torta”. Scegli da che parte stare, singolare o plurale?

Insomma, se è ormai troppo tardi e vi è una sovrabbondanza inutile di pagine archivio per tag, cosa puoi fare?

Tranquillo, il tuo blog non sta per implodere, ma è necessario agire e trovare delle soluzioni. Molti SEO preferiscono impedire la scansione delle pagine archivio dei tag ai motori di ricerca. In alternativa, i tag vengono eliminati e si applica un reindirizzamento ad altre pagine pertinenti del blog.

Se definisci in anticipo la struttura dei tuoi contenuti, con categorie e tag ben studiati e coerenti, non dovrai preoccuparti di nulla, anzi. Come hai visto, potrai sfruttare le pagine archivio come vetrine per argomenti utili ai tuoi lettori e farle competere nelle SERP.

Usare categorie e tag: sì, ma con criterio

Mi auguro di averti chiarito qualche dubbio riguardo alla gestione e all’importanza dell’uso corretto di categorie e tag WordPress.

Potremmo discuterne a lungo, perché abbiamo messo i piedi nel mondo pragmatico e in continua evoluzione della SEO. Se hai qualche dubbio, ti invito a lasciare il tuo pensiero nello spazio riservato ai tuoi commenti. In ogni caso, ti lascio con una serie di consigli in pillole, per riassumere e gestire al meglio tag e categorie:

  • Decidi i nomi di categorie e tag prima d’iniziare a pubblicare contenuti.
  • Non dare gli stessi nomi a categorie e tag.
  • Attribuisci a ogni articolo una sola Categoria (salvo rarissime eccezioni).
  • Attribuisci nomi di categorie e tag che siano rilevanti come parole chiave.
  • Assegna ai tag nomi che difficilmente ti possano offrire risultati di ranking, ma siano utili al lettore.
  • Introduci le pagine delle categorie con un testo originale che aiuti a posizionarle meglio e le renda più attraenti.

Molti accorgimenti legati a tag e categorie dipendono dal singolo progetto e, come hai visto, le dinamiche in gioco sono molte. Ma se ti attieni a questi consigli non dovresti avere problemi e puoi offrire ai lettori e a Google una struttura chiara dei contenuti.

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Sergio Albertini

Blogger, Webwriter e Digital Tutor at Sergio Albertini
Blogger e Content writer. Si occupa della scrittura di contenuti per il web, formazione e Content marketing.
Crede che la scrittura sia una tecnologia liquida capace di accogliere ogni contenuto e adattarsi a qualsiasi contenitore.
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