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Bounce Rate: cos’è e come ottimizzarlo

Hai mai sentito parlare di frequenza di rimbalzo? Se sei qui a leggere, probabilmente sì e vuoi saperne di più. Questo tuo bisogno di risposte è più che giusto, anche perché il bounce rate è molto importante per Google e, di conseguenza, dovrebbe esserlo persino per te.

È infatti un dato che necessita di particolare attenzione visto che, quando è elevato, dobbiamo fare del nostro meglio per migliorarlo, ovvero per abbassarlo. Ti sembra un ragionamento contorto?

No, non lo è: a differenza di molti altri dati, quando è troppo alto non è per niente positivo. Ma andiamo a fare un po’ di chiarezza su tutto questo. In seguito, andremo a vedere come possiamo ottimizzare questa percentuale e cosa possiamo fare per comportare un miglioramento dell’andamento generale del sito.

Frequenza di rimbalzo: di cosa si tratta?

Solitamente, quando si sviluppa un sito e si pubblica sul web, viene consigliato di creare un account su Google Analytics al fine di monitorarne l’andamento in maniera accurata. In questa piattaforma offerta dal motore di ricerca di Mountain View, ci vengono messi a disposizione una serie di dati relativi al traffico in entrata al nostro sito e uno di questi è proprio il (o la, come preferisci!) bounce rate o frequenza di rimbalzo.

Per molti, vedere un numero abbastanza elevato tra le statistiche delle proprie pagine web può sembrare a primo impatto qualcosa di buono, ma la verità è che si tratta della percentuale degli utenti che lasciano il sito dopo pochi secondi, lo abbandonano e vanno da un’altra parte! Quindi è ovvio che conviene impegnarsi per avere un numero più basso possibile, non credi?

Infatti, a parte la delusione che un alto tasso di rimbalzo può provocare, è importante considerare che questo può mettere il sito in cattiva luce agli occhi dei robot di Google: per il motore di ricerca, potrà purtroppo risultare poco autorevole. Con questi presupposti, cosa possiamo fare per ottimizzare e ridurre questa percentuale? Naturalmente, il primo passo è capire quali fattori possono comportarne l’aumento o la diminuzione.

Cosa porta l’utente ad abbandonare un sito?

Quando accade troppo spesso, è possibile che i contenuti pubblicati non siano in grado di catturare l’attenzione dei visitatori. Magari non tutti, ma probabilmente ce ne sono almeno un po’ che vengono trovati facilmente tramite i motori di ricerca e che poi non riescono a soddisfare le esigenze degli utenti. Tuttavia, potrebbe essere che non sono stati ottimizzati con le parole chiave giuste e che quindi non rispondono perfettamente alla query del visitatore.

Il problema potrebbe però non derivare dai contenuti stessi: la causa potrebbe essere il sito in sé per sé o alcune delle sue caratteristiche o difetti. Può infatti risultare obsoleto, non essere responsive e quindi non adatto a tutti i device. Le pagine potrebbero caricarsi troppo lentamente, l’impaginazione o la grafica non convince, ci sono troppi pop up o pubblicità fastidiose… I motivi possono essere tantissimi e tutti questi elementi possono portare un utente ad abbandonare un sito. Tu non faresti lo stesso?

Quindi, se controllando nelle tue analytics, ti rendi conto che il bounce rate è troppo alto, è probabile che la causa stia in uno di questi fattori che abbiamo appena elencato o, peggio, in più di uno! Ad ogni modo, non allarmarti! È possibile ottimizzare questa percentuale e, perciò, abbassare il tasso di rimbalzo grazie ad alcuni accorgimenti in grado di migliorare l’user experience e, conseguentemente, aumentare la permanenza dei tuoi visitatori sul sito.

Cosa possiamo fare?

Per prima cosa sarà opportuno lavorare sui contenuti del sito. Vuoi alcuni consigli specifici?

  • Cerca di creare articoli ben collegati (anche tramite link ipertestuali) tra di loro, in modo che gli utenti possano leggere più cose e stare più tempo sulle tue pagine web.
  • Scrivi in ottica SEO e scegli le giuste parole chiave.
  • Cerca di raccontare, di coinvolgere l’utente e di dare sempre contenuti e informazioni di valore.
  • Non dimenticare di rendere il testo accattivante grazie a contenuti interattivi e multimediali.
  • Non scrivere troppo o troppo poco: una via di mezzo, un testo scorrevole e tante buone informazioni sono gli ingredienti ideali per la creazione di un sito o blog performante.

Oltre a questo, ti suggeriamo di monitorare e migliorare la velocità di caricamento del sito, eliminando plugin inutili e caricando immagini e video meno pesanti. In più, sappi che potrà rivelarsi molto utile eliminare le pubblicità troppo invasive e rimuovere tutti gli elementi che possono infastidire la lettura dei contenuti. Infine, se necessario, rinnova il tuo sito: un nuovo look più accattivante, un tema responsive e un’interfaccia più intuitiva sono elementi che possono migliorare decisamente l’esperienza di navigazione dell’utente e ridurre così le eventualità di un abbandono dopo pochi secondi.

Tutte queste piccole modifiche e accortezze potranno fare la differenza e aiutarti non solo a ridurre la frequenza di rimbalzo, ma anche ad aumentare le conversioni, il traffico e le vendite, nonché a fidelizzare gli utenti e i tuoi clienti abituali. Naturalmente, continuare a monitorare il tasso e a migliorare costantemente le tue pagine web si rivelerà certamente una buona abitudine.

A volte, la chiave del successo di un portale può nascondersi nei cambiamenti che a noi possono sembrare impercettibili, mentre per il visitatore si presentano come enormi e positive differenze. Perciò, fare qualche piccolo sforzo per ridurre la percentuale relativa al bounce rate potrà migliorare il rendimento generale del tuo sito e permetterti inoltre di raggiungere più facilmente moltissimi obiettivi. Non esitare a farci conoscere la tua esperienza e, se ne hai bisogno, ricorda che siamo sempre a tua disposizione per offrirti la nostra consulenza e qualche dritta personalizzata!

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Susanna Soliman

Scrittrice, copywriter e mamma a tempo pieno. Scrivo per passione, leggo per crescere e vivo di parole. Il mio motto è: #Love, #Live & #Write.
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Bounce Rate: cos’è e come ottimizzarlo ultima modifica: 2017-07-13T07:36:41+00:00 da Susanna Soliman
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