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Sport e tecnologia: il marketing con la realtà aumentata

Al giorno d’oggi, non facciamo più marketing come una volta e questo è ovvio, ma che diresti se ti dicessimo che lo possiamo fare con la realtà aumentata? Sicuramente, nel mondo dello sport ci hanno già pensato e, al momento, le società che hanno deciso di usarla si stanno rivelando un vero e proprio esempio da seguire: il loro modo di fare marketing con la realtà aumentata comporta un maggior numero di sostenitori (quindi anche un fatturato più elevato), più engagement e un motivo in più per parlarne, facendone crescere ancor più la popolarità. Vuoi conoscere i dettagli? Cominciamo dal principio!

Cos’è la realtà aumentata?

Per chi ancora non lo sapesse, si tratta di una trovata tecnologica che al momento è stata usata più che altro per la realizzazione di app mobili. Chiamata anche AR, ovvero “augmented reality”, la realtà aumentata è esattamente quello che ci racconta il suo nome: si tratta di una realtà arricchita con informazioni, immagini e altri elementi visivi che vengono “sovrapposti” a quello che c’è davvero davanti ai nostri occhi. Un piccolo esempio lo abbiamo dal gioco dei Pokemon.

L’applicazione ci fa vedere il mondo che abbiamo di fronte esattamente così com’è e lo arricchisce con i personaggi del cartone animato che, naturalmente, ci sono solamente sullo schermo del dispositivo usato e non nella realtà. Quell’app “aumenta” quello che vediamo, nel senso che ci aggiunge quel qualcosa in più che, in questo caso, sono i Pokemon da catturare.

Naturalmente, questo è niente, nel senso che sappiamo esattamente come va: la tecnologia fa progressi, si evolve e si porta dietro tutto ciò che ne fa parte, migliorando le cose. Pertanto, probabilmente questo è quello che accadrà persino alla realtà aumentata che conosciamo oggi. Magari, fra un po’ di tempo, riuscirà ad alterare ancor più il mondo percepito dai nostri cinque sensi, proponendoci esperienze decisamente più particolari e coinvolgenti.

Un po’ di storia e qualche curiosità

Tutto venne “allo scoperto” con i Google Glass che, attraverso un display posizionato sopra agli occhi, aggiunge personaggi e oggetti virtuali alla normale visuale di chi l’indossa. Da quel momento, l’AR conquistò ogni dispositivo mobile, dagli smartphone ai tablet, permettendo agli utenti di vedere una realtà alterata anche senza occhiali o speciali visori, ma quello a cui forse non pensiamo, è che questa tecnologia era stata pensata e usata ancor prima, per dei settori molto più specifici e tecnici, ad esempio in ambito scientifico e militare, nonché per ottimizzare i risultati di alcune ricerche in campo medico.

Non a caso, il primissimo vero esempio di realtà aumentata (quando ancora questa tecnologia non era stata resa pubblica) sono stati i visori a sovrimpressione, utilizzati nel settore dell’aeronautica militare: questi display servivano per mostrare ai piloti degli aerei da combattimento alcune informazioni sul volo e sulla distanza dall’obiettivo da colpire. In questo modo, non avevano la necessità di controllare tutta la strumentazione di bordo, di distrarsi e quindi distogliere lo sguardo dalla visuale di guida. Questa fu la prima integrazione (a noi nota) della realtà aumentata, che successivamente venne passata all’aviazione civile e introdotta anche nei consueti veicoli a quattro ruote e su alcune barche e navi militari.

Naturalmente, quello che è arrivato a noi è un uso molto diverso della realtà aumentata. I Google Glass sono infatti collegati allo smartphone e perciò consentono inoltre di telefonare, leggere e inviare SMS, fare fotografie o video, usare Google traduttore o Google Maps. Insomma, non è proprio la stessa tecnologia messa a disposizione dei militari (almeno per quello che sappiamo, ma chissà quante cose ci tengono nascoste!) e poi, a concorrere con i Google Glass, troviamo i visori Microsoft HoloLens, sviluppati in collaborazione con la NASA, che aumentano la nostra realtà con gli ologrammi.

Ad ogni modo, come abbiamo accennato poco fa, c’è chi la usa già come un ottimo strumento di marketing, utile per attirare tanti utenti. Come? Vediamo come hanno fatto alcune importanti società calcistiche e quali sono gli esempi dai quali prendere spunto per la creazione di app capaci di attrarre nuovi clienti, fans e/o sostenitori per tutte le aziende e i professionisti che operano nel settore dello sport.

Gli esempi in arrivo dal mondo del calcio

Dovresti sapere che il Bayern ha recentemente lanciato un particolare servizio, studiato per aumentare e migliorare la fan experience. Perciò, come ben sappiamo, un’ottima esperienza (che sia di acquisto, di navigazione, etc.) si concretizza quasi sempre in quei sentimenti positivi che portano alla fidelizzazione. Anche se quando si tratta di calcio pensiamo che non serva fidelizzare i fans (in quanto si presuppone che avvenga spontaneamente, in particolare grazie alla passione nei confronti di quella determinata squadra) la verità è molto diversa: per le società, i tifosi sono in qualche modo anche clienti e, naturalmente, un cliente che non va allo stadio e/o che non compra i gadget… non è un cliente! Piuttosto è rimasto un “potenziale cliente”, che dovrebbe però entrare ufficialmente a far parte della clientela esistente, grazie appunto a delle apposite strategie.

Perciò sì, anche in questi casi il marketing serve, proprio perché non tutti sono tifosi “paganti” come possiamo pensare e, l’intento di una società è sempre quello di avvicinarsi persino a coloro che magari vanno poco a vedere le partite dal vivo e che le guardano online con qualche escamotage, ma anche a chi ama il calcio in generale ed è quindi indirizzato un po’ verso tutte le squadre. E come lo facciamo questo marketing? Ad oggi, si fa anche con le applicazioni e, appunto, con la realtà aumentata.

Nel caso del Bayern, chi scarica l’app dedicata può vedere davanti a sé i propri giocatori preferiti e farsi un selfie con loro. Sembra banale e non ci crederai, ma questa applicazione piace molto, e colpisce i fans persino da un punto di vista emotivo: è stata ideata per permettere ai tifosi sparsi in giro per il mondo di star vicino alla propria squadra del cuore, proprio grazie all’innovazione digitale.

Quest’ultima sta diventando sempre più importante per lo sport e per tutte le aziende operanti nel settore. Quindi è utile usare questo esempio come spunto: che tipo di app potresti creare? Magari potresti consentire agli utenti di avere un allenatore o personal trainer “in carne ed ossa” e direttamente di fronte a loro: anche se non potranno toccarlo davvero, potrà essere un metodo per motivare chi si allena e chi cerca di mantenersi o tornare in forma.

Se ti servono altri spunti per poter elaborare una tua idea, possiamo prendere come esempio la Juventus che ha lanciato un’app chiamata Juventus VR. In questo caso, è basata sulla realtà virtuale (poco cambia però) e consente ai fans di entrare letteralmente nel mondo bianconero, con personaggi di punta e tutto quello che lo caratterizza: si può visitare non solo stadio e gli spogliatoi, ma anche il centro sportivo e la sede del J Medical. L’applicazione offre un’esperienza ancora più completa se abbinata ai visori Oculus Rift (quelli di Facebook Inc.) ed ai Samsung Gear VR.

Perciò, che ne dici di un’app che consenta ai tuoi potenziali clienti di “visitare” il tuo centro sportivo e di vedere in anteprima i corsi e le sale pesi? Anche questa è certamente un’idea che ti fa capire che la realtà aumentata è molto utile per il marketing: si sa, quando una cosa ci piace e abbiamo avuto l’opportunità di sentirci come se l’avessimo provata realmente, le possibilità di acquistarla/provarla davvero sono elevate.

In fondo, si ti mettessi dei visori e venissi trasportato in una bella spiaggia assolata e con il mare limpido, non ti verrebbe voglia di prendere subito le ferie e partire? Un Natale ai Caraibi non dispiacerebbe a nessuno, non è vero? Desideri e sogni a parte, questo ci insegna che la realtà aumentata è ottima anche per il settore del turismo. Insomma, è perfetta un po’ per tutti e, per ottenere importanti risultati, basta pensare attentamente e capire come usarla al meglio!

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Susanna Soliman

Scrittrice, copywriter e mamma a tempo pieno. Scrivo per passione, leggo per crescere e vivo di parole. Il mio motto è: #Love, #Live & #Write.
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