eCommerce ai tempi della pandemia

L’eCommerce ai tempi della pandemia: dal boom a nuovi stili di consumo

L’eCommerce sta registrando un vero e proprio boom in questo periodo di emergenza sanitaria.

I dati Nielsen ci parlano di una crescita vertiginosa dell’eGrocery: nel periodo dal 17 febbraio al 15 marzo 2020 l’incremento delle vendite online di prodotti di largo consumo in Italia è stato del 79,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Anche le vendite offline sono aumentate, ma solo del +12%. Questo dato ci narra di una corsa al riempimento delle dispense, ma ci racconta anche di come questa pandemia stia impattando sulle nostre abitudini di consumo.

E questo cambiamento può essere l’opportunità giusta per ripartire quando verrà a mancare l’esigenza del distanziamento sociale. Per farlo però bisogna prima riflettere su ciò che ha frenato fino a oggi la nostra spinta verso i consumi digitali.

Abbandonare la rassicurante routine

Le abitudini sono notoriamente difficili da modificare. E chi si occupa di marketing lo sa bene.

I nostri comportamenti di routine sono quelli che ci trasmettono sicurezza, quelli in grado di attenuare l’ansia quando si riempie il carrello, fisico o virtuale che sia.

Quando le circostanze di consumo diventano familiari, allora inseriamo il pilota automatico e la nostra attenzione diminuisce. Ed è lì che allentiamo le resistenze e anche i cordoni della borsa.

Le consuetudini fanno ricchi i brand perché i prodotti che già conosciamo hanno un valore aggiunto pari al costo psichico che l’idea del cambiamento ci impone.

Le abitudini quindi sono la principale resistenza all’incedere trionfale dell’eCommerce, ma potranno anche essere lo strumento della sua egemonia futura. Forzati dalla necessità, stiamo sperimentando la comodità della spesa consegnata a casa e di altri servizi di home delivery.

Stiamo modificando la nostra routine e stiamo consolidando nuove abitudini di consumo.

Relazioni tangibili vs. user experience

Sono anni che parliamo di rivoluzione digitale e poi finiamo sempre a fare la spesa alla norcineria all’angolo. Non è solo colpa dell’abitudine, ma anche delle relazioni.

E non parlo solo del meraviglioso rapporto umano col commesso che dice Senti st’olive, so bone, so greche o col barista che sa esattamente come prendi il caffè mattutino.

Abbiamo anche delle meravigliose storie d’amore con gli oggetti che ci trasmettono sensazioni ed emozioni.

Il problema è quindi, ancora, di user experience. Per quanto la navigazione sia migliorata negli anni sia da un punto di vista tecnico che funzionale, il gap con il technicolor della realtà esterna sussiste ancora.

In attesa che la tecnologia riesca a replicare meglio il mondo che ci circonda, l’eCommerce deve puntare sul semplificarci la vita e sul fornire prodotti e servizi meno esperienziali ma più aspirazionali.

Spazio quindi al risparmio e alla comfort di ricevere a casa le commodity e via libera al cibo gourmet da gustare in pigiama sul divano di casa.

Mentre i locali fisici dovranno sforzarsi sempre più per offrirci esperienze memorabili, che ci spingano ad uscire di casa, il web dovrà perlopiù risolvere problemi e generare risparmio.

Ripartire con l’eCommerce

Questa crisi sanitaria globale sta già generando una nuova crisi economica. Molte persone si ritroveranno a doversi rimettere in gioco e a ricollocarsi lavorativamente.

Ogni crisi però porta con sé un’opportunità.

Questo periodo di stagnazione può essere ottimo per rimettersi a studiare e per trovare nuove soluzioni da attuare appena sarà possibile.

E il web e l’eCommerce saranno il valore aggiunto. Lo spazio per nuove idee di servizi digitali è ampio, il solo limite è la fantasia.

Non è ovviamente il caso di fare concorrenza alla GDO: il report sull’eCommerce Nielsen ci dice che il 48% dei CAP italiano è coperto da servizi di spesa online con consegna, nel Lazio il numero dei CAP serviti sale al 90% e a Milano è possibile ricevere la spesa a casa da almeno 5 insegne differenti.

E non parliamo neanche di provare a impensierire Amazon, che mixando la propria rete di distribuzione con altri servizi di consegna riesce a portarvi di tutto in un giorno o anche meno.

L’ideale per reinventarsi con la vendita online è proporre servizi artigianali, su misura e personalizzati.

Le nuove generazioni sono refrattarie all’idea del largo consumo, cercano beni che siano in linea con i valori in cui credono. C’è chi compra ad esempio solo prodotti bio, plastic free o cruelty free.

Ascoltare questi bisogni è la chiave per ritagliarsi uno spazio sul mercato. Le motivazioni di acquisto di queste categorie merceologiche non sono il risparmio o la celerità della consegna.

Chi fa scelte di acquisto alternative sa che c’è solitamente un prezzo maggiore, e spesso la leva vincente può essere rendere disponibile un prodotto che altrimenti sarebbe difficile da reperire.

Al di là dei nuovi stili di consumo, che stanno nascendo o consolidandosi, nuove prospettive saranno offerte dalla condivisione delle risorse e dall’economia circolare.

Insomma, la primavera è arrivata e presto tornerà anche il sereno. Facciamo tesoro di questo tempo di stasi e incameriamo idee ed energie per ripartire. Non sarà facile, ma andrà tutto bene!

Rocco Iannalfo
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