aumentare le visite del blog

Traffico in calo? 5 consigli per aumentare le visite del tuo blog

Ti sei per caso accorto di aver subito un calo importante di traffico dallo scorso agosto? Bene, sappi che non sei l’unico. Sono tanti i blog piombati in piena crisi dopo l’importante aggiornamento di Google dell’estate passata, mentre altri sono stati premiati. Per coloro che sono caduti in disgrazia, nessuna paura. Esistono dei modi per rimediare e ri-conquistare una buona considerazione del motore di ricerca. Oggi vogliamo parlare proprio di questo con una serie di consigli su come rimediare.

Cos’è successo da agosto

Se pensi di essere il solo ad aver subito un pesante calo dalla scorsa estate, stai tranquillo. Google non ce l’ha con te, o almeno non in particolare. Quello che il motore di ricerca ha fatto lo scorso agosto è stato rivedere il proprio funzionamento in modo totale. L’aggiornamento effettuato (il più massiccio mai fatto) sembra aver stravolto le cose in SERP, penalizzando contenuti ben posizionati da anni, con conseguenti danni per il lavoro di tanti professionisti.

La continua (e un po’ utopistica) ricerca di perfezione portata avanti dai vertici di Google va avanti dunque senza sosta. L’obiettivo è sempre lo stesso: fornire agli utenti dei risultati di ricerca sempre più inerenti alle query inserite. Su ciò che Google consideri “contenuto di qualità” se ne discute da anni e, a dire il vero, ancora non vi sono certezze in tal senso.

Google ti ha “penalizzato”? Niente paura, si può rimediare

Se guardando gli strumenti (in particolar modo Google Analytics) ti sei accorto che dalla scorsa estate hai subito un considerevole calo di traffico organico, non è perché tutto a un tratto non sai più come si scrive sul web. Il problema è che Google ha stabilito nuove regole e ogni copywriter ha il dovere di adeguarsi, cercando di seguire il flusso e di modificare il proprio lavoro in direzione delle nuove direttive su cui però non vi sono ancora certezze assolute.

Per recuperare la situazione e riottenere il quantitativo di traffico a cui eri abituato (se non di più) è indispensabile fare una serie di operazioni.

#1 Inserire le meta descrizioni mancanti

Uno dei modi più rapidi per riprendere quota dopo la batosta causata dal famoso update è inserire la meta descrizione in ogni articolo in cui non è presente. Sia che tu non l’abbia mai inserita, sia che abbia iniziato a farlo da qualche mese a questa parte (con un quantitativo di articoli rimasti scoperti in tal senso), inserire la meta description potrà aumentare di parecchio le potenzialità di ogni singolo contenuto.

SEO By Yoast arriverà in tuo aiuto, elencando in una panoramica generale tutti gli articoli con punteggio SEO e provvisti (o meno) di frase chiave principale che, molto probabilmente, saranno privi anche di meta descrizione.

yoast seo panoramica

Siamo arrivati al dunque: come si scrive una meta description calzante e funzionale?

Bisogna considerare innanzitutto l’aspetto della lunghezza: una meta description deve essere lunga 156 caratteri. Tranquillo, non dovrai contare i caratteri uno per uno. Ci penserà Yoast a segnalarti quando sarai arrivato al limite delle battute consentite.

L’aspetto più complesso (e anche affascinante) della meta description è il saper creare un testo efficace con così poco spazio a disposizione. La meta descrizione deve chiarire di cosa parla l’articolo, fornendo una sorta di “sintesi striminzita” ma in grado di evidenziare l’argomento trattato.

Un altro aspetto da considerare è che nella meta descrizione bisognerà inserire la frase chiave scelta per il contenuto (che devi scrivere nell’apposito spazio più in basso).

yoast frase chiave

Scegliere la frase chiave giusta aumenterà di parecchio le possibilità che il tuo contenuto venga apprezzato da Google e premiato in SERP. Consigliamo di puntare sempre su frasi chiave diverse, soprattutto quelle a coda lunga per rispondere a specifici quesiti posti dagli utenti.

Più riuscirai a rendere completo il tuo contenuto (con l’inserimento del titolo SEO, della meta description e della frase chiave), più esso avrà possibilità di conquistare un posto in prima fila nei risultati di ricerca.

L’inserimento della meta description può aiutarti a recuperare il terreno perduto dallo scorso agosto.

#2 La parola d’ordine è “mobile”

Già da un po’ di tempo a questa parte ci troviamo calati nella tendenza Mobile First, cosa che con l’update di agosto ha acquisito ancora maggiore importanza. Ormai le persone navigano molto più da smartphone e tablet e meno dai tradizionali computer, un aspetto questo cheha fatto scivolare la versione desktop al secondo posto nella considerazione di Google.

Un sito in grado di conquistare un buon posizionamento in SERP è quello che meglio si adatta ai diversi schermi dei dispositivi mobile utilizzati dagli utenti (si parla infatti di siti responsive, in grado di adattarsi ai diversi display). Se il tuo sito web non garantisce una navigazione rapida, piacevole e soprattutto chiara sul mobile non riuscirà mai a conquistare la prima pagina del motore di ricerca.

Devi perciò lavorare sodo per rendere il sito perfettamente visibile sul mobile, non c’è altra soluzione. Se non hai esperienza in tal senso, ti consigliamo di affidarti a programmatori e web designer professionisti, perché un lavoro fatto male metterebbe in crisi il tuo lavoro.

Come cambia il lavoro dei copywriter, impegnati a creare contenuti che spingano i visitatori a compiere azioni? Bisogna immergersi in una visione più easy, snella, intuitiva, rapida. I contenuti dovranno essere più brevi, composti da periodi secchi e di forte impatto seppur nella loro semplicità. Adatti, insomma, a un pubblico che legge da mobile e va di fretta.

#3 Distribuzione degli argomenti

Se il tuo blog è in forte calo, significa che la “nuova versione” di Google ha ravvisato delle imprecisioni che non gli sono andate a genio. Il difficile, mi dirai, sta nel comprendere quali sono questi aspetti che d’un tratto vengono ritenuti negativi. Tra le tante possibilità, valuta anche la distribuzione degli argomenti. Sei proprio sicuro che i tuoi contenuti rispondano alle precise esigenze del tuo pubblico, o forse ti sei fatto prendere un po’ troppo la mano?

Quando si vuole fare tanto, si rischia di commettere degli errori. In merito all’attività di Blogging, uno degli errori più comuni è quello di andare fuori tema, pubblicando contenuti non inerenti con quelli che sono gli interessi (e i bisogni) di un determinato target.

Magari hai inserito troppe categorie, o forse per riuscire a pubblicare un articolo al giorno hai spesso pubblicato articoli fuori target. Problemi che possono compromettere l’efficacia di un blog, mettendo in crisi (specie da agosto in poi) mesi e mesi di lavoro.

Il nostro consiglio è quello di rivedere tutti i contenuti condivisi, eliminare quelli che non portano visite (e che sono fuori contesto) e rivedere il proprio piano editoriale. Punta solo su argomenti in grado di attirare il tuo pubblico, evitando il superfluo.

Meglio pubblicare meno articoli in una settimana che riempire i vuoti con materiale inutile.

#4 Ma le performance?

Con il trascorrere degli anni, Google ha iniziato a tenere sempre più in considerazione l’importanza delle prestazioni dei siti web. Una vetrina digitale (sia che si tratti di un sito che di un blog, per non parlare dei negozi e-commerce) deve garantire dei tempi di caricamento snelli, per non disperdere il potenziale a disposizione.

Prova a immedesimarti nei panni di un utente in cerca di soluzioni e/o informazioni che arriva sul tuo sito e per aprire ogni singola pagina dovrà aspettare un bel po’ di secondi. Dopo meno di un minuto si sarà già stancato e avrà virato verso altri lidi. Questa pesantezza del sito verrà notata anche dal motore di ricerca che, senza alcun indugio, deciderà di farti scendere nei risultati, posizionandoti molto indietro (e rendendoti quindi invisibile).

Che fare, quindi? L’unico modo per velocizzare al massimo il tuo sito/blog è spostarlo su un hosting veloce e affidabile, con un carico di risorse in grado di abbattere i tempi di caricamento e di renderlo anche più sicuro verso possibili attacchi esterni.

#5 Immagini originali (e con attributo alt)

L’ultimo consiglio che vogliamo darti riguarda il lato visivo, ovvero le immagini utilizzate per i tuoi contenuti. Anche questi elementi, apparentemente poco significativi, possono fare la differenza in termini di posizionamento sul motore di ricerca. La mancata cura delle immagini pubblicate nei tuoi articoli potrebbe essere una delle cause che ha portato Google ad avere meno considerazione nei confronti del tuo lavoro.

Ricordati di usare sempre immagini di alta qualità e inserire l’attributo alt (magari usando la parola chiave centrale del singolo contenuto), in modo tale da permettere al motore di ricerca di poter scansionare l’immagine e indicizzarla nella sezione Immagini dei risultati di ricerca (il traffico può arrivare anche da lì, non ci avevi mai pensato?).

Per concludere

Che il tuo blog sia piombato in una profonda crisi dopo l’update di agosto 2018 o meno, con tutte le operazioni che ti abbiamo descritto nell’articolo dovresti tornare a crescere nel giro di poco tempo, riportandolo ai livelli precedenti.

Se vuoi assicurarti un livello di ottimizzazione più completo (che riguardi anche gli aspetti più tecnici della Search Engine Optimization), ti consigliamo di richiedere una consulenza SEO professionale.

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Vincenzo Abate

Laureato in Filosofia e Scienze Umane, è da sempre un grande appassionato di scrittura creativa e di letteratura. Ha collaborato (e collabora) anche con diverse aziende come blogger, copywriter e social media manager. Ha pubblicato diversi libri, sia in formato cartaceo che in ebook, con diverse case editrici e anche con il servizio di autopubblicazione YouCanPrint.
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2 Commenti
  • Avatar for Piergiorgio Zotti - Consulente SEO
    Piergiorgio Zotti - Consulente SEO
    Rispondi
    Posted at 23:17, 8 Aprile 2019

    Insights utili. Grazie Vincenzo!

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