Analisi del traffico del sito

Analisi del traffico del sito: cosa (non) devi fare

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

No, non ci siamo svegliati vigili urbani che a colpi di ALT e palette regolano il flusso del traffico automobilistico. Tra le attività di audit di cui sono oggetto i siti web c’è anche e soprattutto quella di analisi del traffico.

Un’attività importante e da non sottovalutare, ma da contestualizzare e capire sia negli obiettivi che negli strumenti con i quali condurla. Chi si occupa di SEO, di sviluppo di siti web e anche di marketing ha nell’analisi del traffico di un sito un insieme di informazioni preziose con le quali migliorare la qualità del sito, il suo posizionamento e la sua efficacia comunicativa.

Quindi, non ne possiamo fare a meno.

Le diverse fonti del traffico

Quando si parla di traffico di un sito web si fa riferimento all’insieme di visite (più propriamente alla quantità di dati inviati e ricevuti dai visitatori di un determinato sito web) che ciascuna pagina ottiene. È quindi il numero di persone che raggiungo un sito internet.

Nel corso del tempo sono cambiate e aumentate le porte d’accesso a un sito web, così che esistono diversi modi per raggiungerlo. Digitare l’indirizzo sulla barra di ricerca di Google o cliccare sul relativo risultato della SERP non sono gli unici modi per raggiungere una pagina web.

Parliamo quindi di fonti del traffico proprio in relazione a questa grande variabilità di canali di accesso che i visitatori possono percorrere per arrivare a destinazione. Queste fonti sono:

  • traffico organico;
  • traffico a pagamento
  • traffico referral;
  • traffico email;
  • traffico social media;
  • traffico diretto.

Il traffico organico è la fonte più nota (anche se troppo spesso sottovalutata) di accesso a un sito. È il frutto del posizionamento del sito sui motori di ricerca ed è quindi il risultato del click che l’utente effettua su quel link dopo aver effettuato una ricerca utilizzando una specifica parola chiave.

All’opposto di quello organico c’è il traffico a pagamento, ovvero quello frutto delle Google Ads. Quando effettuiamo una ricerca, infatti, tra i primi risultati compaiono degli annunci (come tali segnalati da Google); ecco questa fonte è da valutare diversamente dalle altre perché arriva non dal posizionamento, ma da quanto si è speso per quella specifica parola chiave.

C’è poi il cosiddetto traffico referral figlio di una buona strategia di link building. Un utente può infatti raggiungere una pagina di un sito web cliccando sul link presente in una pagina di un altro sito.

Similmente a quello referral c’è il traffico proveniente dalle newsletter (email) e dai social network. Le piattaforme social, infatti, consentono di condividere post, articoli, video e contenuti tramite i quali raggiungere l’home page, una landing page o una pagina specifica di un sito.

Infine c’è il traffico diretto. Questo traffico è quello derivato dalla digitazione fisica sulla barra del browser dell’indirizzo di un sito. Se qualcuno digita www.goodworking.it accede all’home page del nostro sito da un canale diverso da quello della SERP, a pagamento, dei backlink, delle newsletter o dei social media.

La distinzione che abbiamo appena fatto non è teorica e fine a sé stessa, ma fondamentale per comprendere come le persone conoscono i nostri siti e come vi arrivano (e come no). Prima di passare oltre è opportuno anche distinguere tra le diverse tipologie di siti internet. Non sono tutti uguali e, per esempio, aumentare il traffico di un e-commerce è ben diverso da quello di un blog o di un sito statico.

A cosa serve l’analisi del traffico

Come sempre tutto dipende dagli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere. A questo proposito: perché effettuare l’analisi del traffico del proprio sito web? Più che una semplice curiosità numerica questa attività ha tre principali obiettivi:

  • conoscere le persone che visitano il sito web;
  • scoprire quali sono le pagine più interessanti;
  • aumentare le visite.

Abbiamo detto che il traffico di un sito è l’insieme dei dati inviati e ricevuti da ogni singolo visitatore. Questo significa che Mario Rossi quando accede al nostro sito lascia una traccia di tutto quello che ha fatto. Questa traccia (fonte del traffico, provenienza geografica, tipo di dispositivo utilizzato, tempo di permanenza sulle pagine, numero di click, eccetera) ci consente di ottenere informazioni importanti sul nostro pubblico. Non sapremo mai nome e cognome e dati personali di chi ha visitato il sito, ma sapremo alcune caratteristiche che consentono di definire il target e le abitudini delle persone a cui ci rivolgiamo.

Parallelamente possiamo scoprire quali sono le pagine che ottengono più visualizzazioni. Non sempre tutte le pagine devono macinare numeri stratosferici, ma è importante che raggiungano l’obiettivo per cui sono state realizzate. Dall’analisi del traffico emergono molte informazioni utili in questo senso che consentono di capire quali contenuti proporre, come intercettare nuovi utenti, come fidelizzare i visitatori abituali e come convertire questo traffico. Che si tratti di una vendita, dell’iscrizione a una newsletter, dell’esecuzione di una call to action o di qualsiasi altra azione è fondamentale che la pagina raggiunta dall’utente soddisfi i motivi per cui egli l’ha visitata.

Quanto appena detto consente di ricavare dati, statistiche e informazioni utili per aumentare le visite. Capendo come le persone arrivano sul sito e cosa fanno una volta che l’hanno raggiunto, permette di perfezionare le strategie, massimizzare gli sforzi (si pensi al traffico a pagamento e al ritorno dell’investimento) e migliorare la propria visibilità.

8 migliori tool per analizzare il traffico di un sito web

Arrivati a questo punto dovremmo aver compreso l’importanza di analizzare il traffico di un sito. Ma come fare? Esistono tantissimi tool e strumenti (gratuiti o a pagamento) utili a questo scopo; scopriamo quali sono i migliori!

#1 Google Search Console e Google Analytics

I primi strumenti da utilizzare sono sicuramente quelli messi a disposizione da Google. Parliamo quindi di Google Search Console e Google Analytics, da usare in maniera coordinata per avere informazioni più dettagliate e precise. Grazie a questi strumenti si possono ottenere diversi dati su come il sito web viene visualizzato dai motori di ricerca ottenendo informazioni sulla posizione delle parole chiave, sul numero di click, impressioni, CTR e tutti quei dati utili per capire come le persone raggiungono il sito e come interagiscono una volta arrivati a destinazione.

#2 SEMRush

SEMRush è uno degli strumenti SEO più conosciuti e diffusi sia per le numerose funzionalità che per la capacità di offrire dati particolarmente dettagliati e utili. Per quel che riguarda l’analisi del traffico SEMRush consente di ottenere nella versione gratuita fino a 10 report quotidiani di traffico permettendo anche di analizzare i siti web della concorrenza e di analizzarne più di uno contemporaneamente. I report sul traffico si basano sul numero di visite totali, su quello dei visitatori singoli, sulla durata media della visita e sul numero di pagine visualizzate in ogni singola visita.

#3 SEOZoom

Una piattaforma completamente italiana e dalle enormi potenzialità per chi si occupa di SEO (e non solo): parliamo di SEOZoom e dele sue funzioni di analisi del sito web. Tra gli strumenti utili di SEOZoom, oltre a quelli relativi alla stima del traffico mensile e il valore del traffico, c’è la Time Machine, ovvero la possibilità di fare un salto nel tempo del proprio sito i backlink ricevuti, le pagine che hanno perso traffico e le keyword che hanno subito un calo (così come quelle che hanno ottenuto un aumento di posizione della SERP) in modo da trovare le ragioni dei cali di traffico e predisporre gli accorgimenti più efficaci in maniera tempestiva.

#4 Sitechecker

Un altro strumento molto potente e da prendere in considerazione è Sitechecker. La funzione di analisi del traffico rientra tra le funzionalità gratuite e permette di effettuarla il controllo su qualsiasi sito web. Il report generato restituisce informazioni sul volume di traffico negli ultimi 6 mesi, sulla frequenza di rimbalzo, sulla durata media delle visite, sulla geolocalizzazione, sulle fonti del traffico e sulle principali parole chiave, organiche e a pagamento, che portano i visitatori su quel sito.

#5 SimilarWeb

Passiamo ora a conoscere SimilarWeb, un tool completamente orientato a fornire informazioni sul traffico di un sito web. Grazie a SimilarWeb si ottengono informazioni dettagliate ranking globale di quel sito, la geolocalizzazione del traffico, statistiche relative alla durata media della visita, informazioni sulle parole chiave e sulle fonti social. Tra le funzionalità più interessanti segnaliamo quella Audience Insights che permette di scoprire gli interessi dei visitatori del sito. SimilarWeb è gratuito ma dispone anche di piani a pagamento e aziendali con strumenti di marketing specifici e completi.

#6 Ubersuggest

Noto principalmente come tool per la keyword research, Ubersuggest si rivela utilissimo anche per l’analisi del traffico. Per iniziare la verifica è sufficiente inserire il dominio nella relativa barra di ricerca e in pochi secondi Ubersuggest restituisce numerose informazioni SEO ma anche dati, statistiche e suggerimenti utili per aumentare il traffico del sito web. il traffico viene analizzato in termini di visitatori, parole chiave che portano più risultati e le pagine più viste di un sito web.

#7 Monsterinsights

Con Monsterinsights parliamo di un plugin di Google Analytics per WordPress. Oltre a facilitare la configurazione di Google Analytics in modo da visualizzare i dati sul traffico sulla dashboard di WordPress Monsterinsights offre un ampio ventaglio di informazioni e dati utili sul traffico in entrata di un sito web.

#8 Ahrefs

Un altro dei SEO tool più popolari e utili anche per l’analisi del traffico di un sito è Ahrefs. Utilizzandolo è possibile ottenere informazioni sul traffico organico, sul perché un sito concorrente si posiziona così in alto, sull’autorità di un dominio e su quali sono i principali competitor con cui confrontarsi. Per ogni report è possibile filtrare le statistiche per un periodo limitato di tempo e focalizzare al meglio le proprie analisi.

Traffico del sito web: un mezzo per arrivare a un altro fine

Tanti tool per un unico grande obiettivo. No, lo scopo da raggiungere non è aumentare il traffico, ma migliorare il sito in modo che possa essere utile e pieno di contenuti pertinenti con le ricerche degli utenti. Sono i contenuti di qualità che generano traffico, non è il traffico l’elemento che determina se i contenuti sono di qualità o meno. E l’obiettivo di ogni attività di marketing e di comunicazione sono sempre le persone, da conoscere e comprendere nei loro bisogno in modo da soddisfare le loro ricerche con risorse all’altezza (se non addirittura superiori) alle loro aspettative.

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