web marketing turistico Diego Romano

Web Marketing e settore turistico: intervista a Diego Romano

Siamo abituati a pensare al settore turistico con una visione abbastanza “classica”, dove l’operatore dell’agenzia di viaggio ci presenta decine e decine di dépliant per metterci al corrente delle ultime offerte. Questo modo di pensare è sbagliato perché anche il settore turistico (come tantissimi altri) sta conoscendo una “nuova giovinezza” grazie all’innovazione digitale.

Questa settimana abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il SEO Diego Romano, specialista nella creazione di strategie di marketing digitale (anche) per quelle aziende che si occupano di turismo.

Leggendo le parole di Diego potrai capire come il Web Marketing turistico rappresenti, in un certo senso, la “chiave di volta” per trasportare un settore verso il futuro, con tutte le possibilità e i vantaggi che la comunicazione digitale può dare.

  • Ciao Diego, grazie per aver accettato l’invito di Good Working. Prima di cominciare ad analizzare le tue competenze, puoi farci una sintesi della tua formazione professionale?

Mi sono sempre occupato di comunicazione e negli anni ho svolto diversi lavori nel settore della ricettività. Nel tempo ho imparato ad integrare i 2 ambiti di esperienza con gli studi in Psicologia dei processi relazionali.

  • Sei uno specialista di comunicazione digitale, con una particolare predisposizione per il cosiddetto Web Marketing turistico. In tal senso, voglio chiederti: a che punto pensi che sia il processo di innovazione del settore turistico italiano?

Purtroppo, come in altri settori, siamo molto indietro. Le Online Travel Agencies multinazionali dominano e controllano il mercato, anche se qualche caso di eccellenza made in Italy c’è e dovrebbe essere valorizzato di più.

  • Quali sono, secondo il tuo parere professionale, le maggiori difficoltà che incontrano le PMI del settore turistico?

Doversi confrontare, da aziende familiari, con le grosse rivoluzioni che accadano nel mondo dell’industria turistica.

Il turismo cambia, nuove esigenze emergono: siamo passati, in pochi anni, dal dépliant cartaceo in agenzia di viaggi in cui scegliere l’hotel, al mondo dei portali online con le recensioni, passando dal turismo esperienziale, agli “alberghi diffusi”, agli “air bnb”.

Molti imprenditori sono riusciti a evolversi e a sfruttare i nuovi trend, altri purtroppo sono rimasti prigionieri di un modello turistico che, nel bene e nel male, non esiste più.

  • Pensi che le Web Agencies possano dare un contributo importante alla crescita del turismo in Italia?

Certamente, se si riesce a lavorare in sinergia con le aziende, con impegno e fiducia da entrambe le parti, i risultati non tarderanno ad arrivare.

  • Il turismo è soprattutto un racconto, in cui le tradizioni e i valori di un luogo riescono a emergere. Percepisci te stesso come una sorta di “cantastorie 2.0” al servizio del territorio?

La dimensione narrativa è fondamentale nella comunicazione turistica.

Credo che il “luogo” , inteso come insieme di paesaggi e culture, possa considerarsi il “setting” della storia, ma dobbiamo lasciar al viaggiatore il ruolo di protagonista.

Conoscendo il viaggiatore, entrando in empatia con lui, possiamo suggerirgli la SUA chiave di lettura, affinché si giunga ad un lieto fine.

E non parlo solo di metafora, parlo di affari: migliaia di persone che condividono spontaneamente le foto delle proprie vacanze felici sui social con i propri follower possono far muovere una discreta quantità di denaro.

  • Come deve essere strutturato il sito web di un’azienda che si occupa di turismo?

Dipende dall’analisi del target, ma in linea generale la semplicità e la linearità nel presentare le informazioni sono un ottimo punto di partenza.

Se parliamo di hotel e villaggi, mi sento di consigliare poche voci del menu, chiare, con indicazioni cristalline sul posizione, tipologie di alloggio, servizi e prezzi, cercando di valorizzare i punti di forza della struttura.

La navigazione non deve essere forzata e i vari processi di ricerca, informazione sulla struttura e prenotazione devono essere armonici, riducendo al minimo i passaggi inutili e automatizzando quello che può essere automatizzato.

Una sezione dedicata alle esperienze da fare in loco, meno descrittiva e più emozionale può essere un plus.
Sembrerà banale dirlo ma foto di buona qualità (anche del bagno) sono fondamentali.

  • Per un’azienda in cerca di visibilità, l’utilizzo di uno strumento come Google Ads (la nuova versione di AdWords) sembra fondamentale. Essendo tu un professionista della SEM, quali consigli puoi fornire in merito alla creazione di campagne pubblicitarie nel settore turistico? Campagna display, rete di ricerca, definizione del target e delle keywords… cosa puoi dirci in merito?

Dovendo fare i conti con aziende che investono miliardi di euro in Ads su Google è necessario cercare di lavorare sulla qualità del target e dell’annuncio.

Puntare su piccole nicchie e keywords long tail può far risparmiare migliaia di euro, risultato fondamentale per una piccola azienda che deve ottimizzare i costi.

Viceversa, competere direttamente con i big player può far lievitare i costi, soprattutto nei periodi più “caldi”.
Per questo, quando possibile, prediligo una strategia personalizzata con l’uso integrato di diversi strumenti come PPC, remarketing, social, newsletter, landing page ad hoc, etc.

  • In che modo un blog aziendale può “sostenere” e potenziare l’attività di un’azienda turistica?

Il blog, insieme ai social, può raccontare meglio l’esperienza di viaggio di cui saranno protagonisti i nostri ospiti.
Attenzione però, se il budget è scarso: meglio avere un sito completo senza blog che averne uno incompleto con un blog mai aggiornato.

Il blog, così come i social e qualsiasi altra attività online presa singolarmente, non può essere visto come una panacea ma piuttosto come uno dei tanti tasselli che, integrati con una strategia ben precisa, vanno a comporre l’identità aziendale online, che è quella immediatamente percepita dai potenziali ospiti.

  • Che individuo è il “cliente medio” del settore turistico? Può essere attratto dai contenuti ricchi di informazioni utili, o per colpire la sua attenzione occorre puntare direttamente al sodo? Offerte, promozioni, piani di viaggio e quant’altro.

Tutti vanno in vacanza, dall’artigiano al campione olimpico. Il cliente medio quasi non esiste. Premesso questo, ogni struttura ricettiva dovrebbe interrogarsi seriamente riguardo a chi rivolgersi, come e quando.

Per fare 2 esempi, un B&B italiano di fascia elevata attirerà soprattutto stranieri, spalmati un po’ in tutto l’anno, che avranno prenotato molto tempo prima soggiorni di pochi giorni tramite grandi portali.

Un villaggio invece attirerà soprattutto famiglie italiane, con soggiorni più lunghi concentrate tra giugno e inizio settembre, prenotati anche telefonicamente.

Conoscere la propria clientela per migliorare la comunicazione e i propri servizi è un passaggio fondamentale che spesso si perde, anche per colpa dei vari “guru” che vendono soluzioni “valide per tutto” e del pressapochismo di alcuni imprenditori.

  • Occupandoti di Social Media Marketing, la domanda è d’obbligo: tra i tanti social, quale pensi sia quello adatto per fare marketing turistico?

Come sempre dipende dal target, ma posso dire che tra il 2017 e il 2018 utilizzando Facebook Ads qualche struttura ha raggiunto risultati interessanti.

In un caso in particolare, siamo riusciti a raggiungere il 100% di occupancy con una struttura nuova, partendo da zero, utilizzando SOLO Facebook Ads e una landing page.

Interessantissimo anche l’uso dei social come strumento di fidelizzazione dei clienti, con attività di storytelling focalizzate sulle relazioni tra gli ospiti e la struttura.

  • Quali sono i tuoi progetti professionali per l’immediato futuro?

Continuerò ad occuparmi della comunicazione online per conto di strutture turistiche, che ha sempre più peso nelle dinamiche aziendali.

Se hai deciso di lavorare nel settore del turismo, farai bene a considerare i consigli di uno dei migliori specialisti del panorama italiano.

Trasformare la propria agenzia turistica in una realtà prospera e all’avanguardia è possibile, o diventare un “pezzo grosso” come professionista freelance. In questa intervista puoi raccogliere tanti spunti interessanti su cui impostare il tuo lavoro online. Ringraziamo Diego Romano per la disponibilità e la cortesia.

Web Marketing e settore turistico: intervista a Diego Romano
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Vincenzo Abate

Laureato in Filosofia e Scienze Umane, è da sempre un grande appassionato di scrittura creativa e di letteratura. Ha collaborato (e collabora) anche con diverse aziende come blogger, copywriter e social media manager. Ha pubblicato diversi libri, sia in formato cartaceo che in ebook, con diverse case editrici e anche con il servizio di autopubblicazione YouCanPrint.
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