sito non responsive

Hai un sito NON responsive? Ecco cosa rischi (e come risolvere)

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Da qualche anno ormai si parla sempre più insistentemente di mobile, focalizzando l’attenzione su come oggi l’accesso al web avvenga prevalentemente da dispositivi come smartphone e tablet. Questa non è una semplice informazione statistica, ma un’informazione decisiva per chi si occupa di sviluppo e ottimizzazione di siti web. Motivo per cui è doveroso spendere due parole sui cosiddetti siti responsive. Se il tuo sito, è meglio chiarirlo da subito, non è responsive hai individuato il motivo principale (ma probabilmente non l’unico) per cui tra i risultati di ricerca le pagine del tuo sito non compaiono nella SERP di Google. C’è una ragione precisa: è Google che vuole così.

Cosa sono i siti responsive

Prima di affrontare la questione dal punto di vista tecnico è utile spiegare cosa si intende con sito web responsive. La spiegazione è molto semplice: si tratta di quei siti web che hanno un template, un design, una struttura e delle funzionalità che si adattano al dispositivo dal quale si sta accedendo. Che sia lo schermo del notebook, quello dello smartphone o quello del tablet non cambia: il sito responsive è sempre in grado di essere leggibile e accessibile.

Quante volte, invece, ti è capitato di accedere a un sito e di vedere immagini o porzioni di testo più grandi dello schermo del tuo iPhone o del tuo smartphone Android e che hai dovuto ridurre la grandezza per poter leggerlo correttamente? Ecco, quello è un sito non responsive e dal 2015 (quindi non ieri) Google ha deciso di penalizzare questi siti, tagliandoli fuori dalla SERP.

Se vuoi accertarti che il tuo sia un sito web responsive, Google mette a disposizione un tool online con un test di ottimizzazione che ti permette di verificare la situazione del tuo spazio digitale.

Mobile o non mobile, non è questo il dilemma

Se stai pensando che devi adeguare il tuo sito web all’ultima tendenza del momento sei abbondantemente fuori strada. Qui, infatti, l’obiettivo – come sempre ma è necessario ripeterlo spesso – non è accontentare Google, ma valorizzare l’user experience. La navigabilità su siti non responsive è pessima e appena un utente accede a un sito non ottimizzato per il suo smartphone, chiude la pagina e apre un altro risultato di ricerca. Anche per quesat ragione Google ha deciso di non inserire (o penalizzare) questi risultati nella SERP: a cosa servono se l’utente non è soddisfatto di quel tipo di navigazione?

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Sito responsive: puntare sul mobile friendly

Da qualche anno Google ha introdotto il Mobile First Index, ovvero l’algoritmo che scansiona le versioni mobile delle pagine web, dando a esse priorità nella SERP. È una scelta logica quella di Google che ha verificato come oggi la maggior parte del traffico avvenga principalmente (e in alcuni casi esclusivamente) da mobile. Tutti oggi abbiamo uno smartphone e da quello, in qualsiasi momento, accediamo ai siti web, alle applicazioni e ai social network. Il traffico verso i siti, quindi, che è quello che ti interessa e vorresti intercettare, proviene da dispositivi mobile. Ha senso continuare a fornire agli utenti strumenti non adatti alle loro esigenze? Che è come pensare di poter andare da Roma in Sardegna in automobile, ignorando l’assenza di strade asfaltate e che le uniche vie di comunicazione sono quella aerea e quella marittima.

Il sito web non è mai il fine, al massimo è il mezzo. Il fine è il contenuto che quel sito web custodisce. Per cui un utente che deve raggiungere quel contenuto lo fa con la sua macchina (lo smartphone, il tablet o in alcuni casi anche la Smart TV). Se il tuo sito si adatta a questi mezzi il contenuto arriva (e l’utente raggiunge il tuo sito), altrimenti troverà altre vie (altri siti) per raggiungere il suo obiettivo: rispondere alla domande per cui ha interrogato il motore di ricerca.

3 consigli utili per un sito responsive

Google, tramite il test di ottimizzazione che abbiamo visto prima, ti consente di verificare se il tuo sito è responsive o no. Se non lo è quali sono gli elementi su cui puntare di più. Ne abbiamo individuati almeno tre imprescindibili:

  • velocità;
  • template adattativo;
  • struttura semplice.

Vediamoli nel dettaglio per comprendere come valorizzarli nel tuo sito web e renderlo responsive e performante.

La velocità

Aprire una pagina web è la cosa più semplice del mondo (basta un click o poco più), caricarla completamente no. A incidere sui tempi di caricamento ci sono diversi fattori: la rete, la qualità del segnale di quel momento, il browser utilizzato e l’hardware del dispositivo. Tutti elementi e variabili che non possiamo controllare e conoscere preventivamente. Come fare quindi? Sfidare la sorte come fosse una roulette russa sperando che il colpo che parte è vantaggioso per il nostro sito? No.

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La risposta è rendere il sito web responsive più leggero possibile. In modo che, anche nelle condizioni peggiori e con un device datato o rallentato, la navigazione sul sito sia comunque possibile e all’altezza delle aspettative dell’utente.

Un template adattativo

Il template e il design che lo sviluppa sono essenziali al sito web. Il design e le immagini sono oggi imprescindibili per ogni tipo di comunicazione. Non possono essere ignorate o sacrificate, ma nemmeno imposte come una condanna per chi deve accedere al sito. Un design moderno e visivamente fantastico, ma privo di fruibilità e accessibilità e che rende la navigazione complicata o non intuitiva, rimane fine a sé stesso. Quindi inutile per l’utente e, alla fine, anche per lo stesso sviluppatore che non ha raggiunto il suo obiettivo.

Una struttura semplice

Infine, ma non meno importante, per quanto troppo spesso sottovalutato, è il discorso legato alla struttura del sito. Accedere a un home page e poi dover seguire un iter di link, sezioni, categorie e sottosezioni per raggiungere il contenuto desiderato è peggio (no, forse no, ma era per rendere l’idea) di dover affrontare la burocrazia statale. L’obiettivo è quello di mettere a disposizione le risorse in maniera semplice, immediata e intuitiva, facendolo con meno click e passaggi possibili.

Un consiglio finale: quando ti occupi del tuo sito pensa come se tu fossi l’utente e non lo sviluppatore. Mettiti nei suoi panni (anche tu sei un utente che naviga e utilizza i servizi digitali) e cogli ciò di cui ha bisogno in modo da offrirglielo prontamente e nel migliore dei modi tramite il tuo sito.

Daniele Di Geronimo
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