Internet of Things

Internet of Things: la rivoluzione delle nostre abitudini

L’Internet of Things è destinato a rivoluzionare il modo in cui, nei prossimi anni, vivremo le nostre abitazioni.

I forni di domani

Un esempio? I forni, che finalmente si puliranno da soli, non essendo più i peggiori incubi di cuochi e casalinghi. Ma non solo: Miele Dialog è un fondo a onde elettromagnetiche che si differenzia dei microonde tradizionali sia per la banda a cui agisce, non più di 2.4 GHz ma di 900 MHz, sia perché è in grado di cuocere in modo differenziato varie pietanze, visto che è capace di capire quando gli alimenti sono cotti.

In pratica, mentre il forno a microonde che utilizziamo di solito scalda i cibi causando l’eccitazione delle molecole d’acqua, Miele si basa su onde di frequenza diversa ed emette uno spettro di frequenze intorno a quella principale. In base alle molecole che devono essere eccitate, viene controllata l’intensità di ogni frequenza, ed è per questo che per ciascuna pietanza si ha a disposizione un procedimento di cottura ad hoc. Attenzione ai costi, però: 8.000 euro.

Da Grundig, invece, arriva un prototipo che riesce a riconoscere gli alimenti e, dopo averli identificati, seleziona per loro la procedura di cottura migliore, segnalando il tempo rimanente e mettendo in atto, una volta che il cibo è stato estratto, un programma di pulitura che igienizza in automatico le superfici interne.

Le lavatrici di domani

Le lavatrici potrebbero essere simili ai modelli della famiglia QDrive di Samsung, che sarà in grado di ridurre della metà il tempo necessario per lavare i capi in virtù di un cestello innovativo che ha il fondo separato dalla struttura. Questo cestello è munito di specifiche protuberanze e riesce a ruotare e a muoversi da solo: così i lavaggi sono più efficaci e durano di meno.

Ma non c’è solo Samsung: anche Candy si è proiettata nell’Internet of Things con Bianca, lavatrice con la quale sarà possibile dialogare, scoprendo se due capi possono essere lavati insieme, qual è il programma più adatto a soddisfare una particolare necessità, e così via. Le interazioni saranno possibile attraverso una versione di Google Assistant personalizzata.

Al momento i prezzi di questi modelli sono piuttosto elevati, nell’attesa di potersi permettere una lavatrice di ultima generazione consigliamo di acquistarne una offerta, ad esempio sul web si possono fare dei buoni affari: https://www.yeppon.it/grandi-elettrodomestici/lavatrici/

I frigoriferi di domani

Possono mancare in questa rassegna i frigoriferi? Certo che no: la tecnologia delle aziende produttrici è concentrata sul desiderio di ridurre i consumi, ma al tempo stesso intende limitare gli sprechi di cibo andato a male perché scaduto.

Con Haier F+, per esempio, si dispone di un modello a cinque porte che permette di monitorare in continuazione la quantità di ossigeno di ogni scomparto: ciò fa in modo che il sapore e la freschezza degli alimenti non vengano compromessi. La temperatura interna, poi, viene rilevata da sensori a infrarossi così che l’aria fredda possa essere distribuita in modo omogeneo senza eccessive escursioni tra un angolo e un altro. Il comparto per il congelamento rapido, ancora, riesce ad arrivare in 30 minuti a 30 gradi sotto zero: una temperatura che permette di non compromettere le proprietà nutritive di ciò che si mangia.

Le penne di domani

Perfino le penne fanno parte dell’Internet of Things: il merito è di PerfectCare, una penna a ultrasuoni che è stata sviluppata da Electrolux e che permette di rimuovere le macchie dai vestiti senza che ci sia la necessità di metterli in lavatrice. Quando si è alle prese con un capo sporco, è sufficiente bagnare il punto da trattare e appoggiarvi sopra la penna, che stacca le macchie dalle fibre e le elimina.

Un trattamento di questo tipo si rivela indispensabile in tutte le situazioni in cui non si può utilizzare la lavatrice: è il caso dei tappeti e dei rivestimenti dei divani.

Internet of Things: la rivoluzione delle nostre abitudini
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Giuseppe Barbagallo

Giuseppe Barbagallo

SEO Specialist e Co-Founder della web agency Good Working. Appassionato di informatica e tecnologia sin dai tempi del seggiolone. Si occupa di SEO e Web Design, soprattutto (e non solo) nel settore sportivo.
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