Quanta visibilità portano veramente gli hashtag su Instagram (copertina)

Instagram: quanta visibilità portano gli hashtag?

Quando si parla di Social Media Marketing e si arriva a nominare Instagram, è impossibile non citare gli hashtag.

Pur essendo nati con Twitter, infatti, gli hashtag sono uno tra gli strumenti più utilizzati dagli utenti della piattaforma; tanto che, se si provano a confrontare le keyword “hashtag Twitter” e “hashtag Instagram” su Google Trends, risulta più che evidente come il volume di ricerca di quest’ultima combinazione sia assai più elevato.

Non tutti i possessori di un profilo Instagram, però, possono vedere quanta della visibilità ottenuta dai propri post sia riconducibile all’utilizzo degli hashtag. Tale possibilità, infatti, è riservata a coloro che gestiscono un profilo aziendale e che possono quindi accedere agli Instagram Insights, ovvero i dati statistici registrati dalla piattaforma.

Non possedendo io stesso un profilo Instagram aziendale, ho recentemente chiesto ed ottenuto ad un altro utente (che invece ha fatto il passaggio) di visionare le sue statistiche. Grazie ad esse ho finalmente trovato risposta ad una delle principali domande che ogni iscritto si pone, ovvero: dato il totale delle impression di un post, quante di queste sono effettivamente dovute alla presenza degli hashtag?

Ecco cosa ho scoperto…

Profili aziendali e Insight di Instagram: facciamo le pulci agli hashtag

Premesso che il profilo aziendale di cui andremo ad analizzare i dati statistici:

  • È aperto dalla metà del 2012, ma viene sfruttato a pieno solo dall’inizio del 2016
  • Ha un seguito di poco più di 900 follower e ha pubblicato circa 1.300 post;
  • L’utente che lo gestisce seleziona e inserisce mediamente circa 15 hashtag in ogni post;
  • Non sfrutta alcun BOT per ottenere interazioni e/o nuovi follower

Eccovi una selezione di Insights riferiti a 3 differenti foto recentemente pubblicate:

Instagram Insight - Profilo aziendale

Come potete vedere, rispetto al totale delle visualizzazioni ottenute dal singolo contenuto, la percentuale dovuta alla presenza degli hashtag è minima, se non addirittura insignificante. A tale proposito, la prima colonna di dati parla chiaro: 694 impression, di cui solo 11 ottenute grazie agli hashtag. Solo l’1,5%, dunque.

Più rosea, ma comunque non eccezionale, la situazione riportata nella terza colonna: le impression ottenute dal post, infatti, risultano essere 1.008, di cui 79 riconducibili agli hashtag, pari al 7,8% del totale.

Insomma, che la presenza degli hashtag favorisca la visibilità del singolo post è un fatto, ma, stando ai dati qui riportati, pare proprio che questa sia tutt’altro che determinante.

Rimpinzare i post di hashtag, quindi, è inutile?

Come spesso accade quando ci si riferisce agli strumenti del Web e del Social Media, c’è sempre modo e modo di utilizzarli. E il modo, altrettanto spesso, è quello che determina il risultato finale.

Nonostante i dati ci suggeriscano che gli hashtag non incidono poi così tanto sulle performance complessive dei post, va comunque ricordato che adottarli in occasione di particolari eventi o momenti storici potrebbe comunque portare all’ottenimento di singoli risultati particolarmente rilevanti.

Alcuni anni fa, ad esempio, mi trovai a visitare la Rocca di Radicofani, in provincia di Siena. Durante la visita scattai e condivisi su Instagram numerose foto, alle quali allegai anche alcuni hashtag interessanti che avevo precedentemente adocchiato. Fortuna volle che una di queste venne intercettata e riproposta da un noto account italiano di fotografia, il quale, proprio in quel periodo, aveva istituito una sorta di contest dedicato alla Toscana.

Inutile dire che le interazioni e i nuovi follower fioccarono come la neve sull’Amiata e che, se venissi a scoprire dell’esistenza di nuove manifestazioni dello stesso tipo, non esiterei ad allegare ai miei scatti (quelli in linea con il tema dato, ovviamente) il relativo hashtag.

Non facciamo di tutta l’erba un hashtag…

Premesso che non tutti gli hashtag hanno lo stesso peso e valore, la loro utilità ai fini della visibilità è quindi perlopiù legata alle occasioni, temporanee o permanenti (eventi, contest, tending topic, etc.), che si intendono sfruttare.

Vien da sé che, più ci si dedica alla scoperta degli hashtag del momento e all’adozione degli stessi, maggiori saranno le possibilità di essere intercettati e portati in primo piano.

Alla prossima!

Instagram: quanta visibilità portano gli hashtag?
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Simone Bennati

35 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
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6 Commenti
  • Avatar for Daniele
    Posted at 13:43, 11 gennaio 2018

    Interessante l’analisi di fondo, ma a mio avviso, come hai anche in parte detto tu, gli hashtag funzionano o non funzionano “a seconda di…”. Nello specifico bisogna capire due cose:

    1-Quali hashtag sono stati usati, usare hashtag troppo forti e poco specifici nei confronti della foto è una prassi troppo comune che non porta risultati.
    2-La qualità della foto, Se nell’esempio che hai fatto della visita in Toscana avessi scattato delle foto orrende, avresti ottenuto lo stesso risultato?

    Un altro fattore che reputo importante è il numero di interazioni che ha ottenuto la foto, ad esempio una foto nelle popular di un determinato hashtag porterà sicuramente più visibilità ad una foto che ha lo stesso hashtag ma non c’è.

    Ti faccio un esempio hashtag #fashion se entri in quella popular funziona e come, ovviamente se non hai la forza per entrarci se ricevi mezza visita è gia tanto, ma da qui a dire che gli hashtag influenzano minimamente la reach, bisogna a mio avviso mettere sempre un “dipende” davanti 😉

  • Avatar for mattia radenti
    mattia radenti
    Rispondi
    Posted at 9:28, 13 gennaio 2018

    Ciao Simone

    Devo dire che non mi trovi d’accordo su diversi punti del tuo articolo.

    L’unico punto su cui sono veramente d’accordo è l’ultimo paragrafo, in cui specifichi giustamente che gli # non sono tutti uguali.

    Per il resto trovo l’esperimento condotto in una maniera tale da non poter costituire un vero e proprio caso studio.

    Ma non voglio lasciare una critica “sterile”, quindi mi permetto di dire la mia su quel poco che ho imparato da questo settore.

    Gli #hashtag funzionano (per chiarire la mia posizione qualora non fosse ancora chiara), funzionano davvero e soprattutto rappresentano uno strumento su cui Instagram punta ancora molto (lo testimonia il fatto che nei recenti aggiornamenti sia stata inserita la possibilità di SEGUIRE #hasthag, o che gli INSIGHTS siano stati integrati aggiungendo proprio la possibilità di controllare le performances dei proprio cancelletti.

    In instagram (a mio avviso) valgono le classiche regole del marketing tradizionale, che regolano i rapporti tra DOMANDA e OFFERTA.

    In Instagram, un utente con il suo profilo OFFRE dei contenuti.
    Tali contenuti andranno a soddisfare dei bisogni di una specifica DOMANDA.

    Gli #hashtag da utilizzare vanno ricercati all’interno del proprio mercato (o nicchia) di riferimento, in base al tipo di domanda che sta dietro tale nicchia.

    Ogni nicchia, ha una domanda in parte latente e in parte consapevole.

    Poniamo ad esempio che con il nostro account Instagram vogliamo promuovere un nostro negozio (fisico o online non fa differenza).

    Per domanda consapevole si intende un insieme di possibili utenti, che hanno un bisogno (nel caso specifico vorrebbero acquistare abbigliamento o scarpe) e ne sono consapevoli, pertanto utilizzeranno il loro tempo e le loro ricerche, per soddisfare tale bisogno.

    Per domanda latente invece si intende un insieme di possibili utenti, che non hanno quello specifico bisogno (o per lo meno non sanno di averlo), ma che navigando e vedendo ciò che promuove il nostro account, potrebbero esserne attratti e potrebbero iniziare a seguirci o meglio ancora acquistare i nostri prodotti.

    Fatta questa premessa, a mio avviso è necessario andare a pianificare una strategia che vada a colpire entrambi i segmenti di domanda.

    [Come intercettare la domanda CONSAPEVOLE]
    Gli utenti consapevoli di voler acquistare abbigliamento o scarpe, sono utenti che cercano ovunque in rete (incluso Instagram) questo tipo di prodotti.

    Saranno sicuramente una percentuale più bassa rispetto a tutta l’audience potenziale che il social ci offre (la maggior parte degli utenti che naviga su piattaforme social, infatti, non lo fa per acquistare ma semplicemente per essere intrattenuti), tuttavia sono quelli più vicini a diventare clienti, pertanto è importante impiegare gran parte delle risorse cercando di raggiungere questo segmento di domanda.

    Come raggiungere utenti consapevoli dei propri bisogni?
    Posizionando i contenuti su # molto in focus con questi servizi, ad esempio #shoponline oppure #shoes oppure #clothing.

    [Come intercettare la domanda LATENTE]
    Gli utenti che invece NON navigano per cercare dei prodotti specifici da acquistare, sono utenti detti “freddi” ossia lontani dal diventare clienti o followers.

    Tuttavia i social network (IG in particolare) sono utilizzati principalmente da questo tipo di utenza, è pertanto importantissimo andare ad applicare specifiche strategie per raggiungere questa grande audience

    Come raggiungere questo tipo di utenti?
    Posizionando i contenuti su #hashtags inerenti alle nicchie con cui generalmente interagiscono tali utenti.

    Alcuni esempi:
    Un utente potenzialmente interessato ad abbigliamento e scarpe, tendenzialmente potrebbe interagire con # legati al mondo del FASHION, del BEAUTY e del LIFESTYLE in generale.

    Un utente appassionato ed in target coi prodotti offerti dal nostro account interagirà spesso con post legati a questo tipo di #, di conseguenza posizionando i contenuti su questi #hashtag, si avrebbero buone probabilità di intercettare questa tipologia di utenti.

    Utilizzando questa tipologia di selezione #hashtag e andando a creare delle liste in cui vi siano una parte di #hashtag legati al primo gruppo e una parte legati al secondo gruppo, si andranno ad intercettare utenti veramente in target con il nostro account.

    Tutto questo per esprimere un concetto molto semplice: le performances degli #hashtag utilizzati, variano in base alla qualità degli stessi; in questo modo riprendiamo il punto focale di questo mio commento.

    Prova a sperimentare sull’account del tuo amico la strategia che ho spiegato (e che suggerisco sempre a chiunque mi chieda consigli o consulenze); prova a strutturare gli #hashtag utilizzandone alcuni riferiti a domanda CONSAPEVOLE, altri riferiti a domanda LATENTE e altri ancora (come hai giustamente specificato tu) strettamente legati al contenuto stesso, collegandoli magari ad una specifica ricorrenza o allo specifico oggetto del post stesso.

    Vedrai che i risultati ti ridaranno speranze e ricomincerai ad utilizzare gli #hashtag nella tua strategia Instagram.

    Spero di essere stato chiaro ed in qualche modo utile. 🙂

  • Avatar for Alessandra Polo
    Alessandra Polo
    Rispondi
    Posted at 14:56, 16 gennaio 2018

    Tutto molto interessante, commenti inclusi! Oggi però non compare più la voce “da hashtag” ma “da esplora” che non necessariamente corrispondono ..

    • Avatar for Giuseppe Barbagallo
      Posted at 12:42, 19 gennaio 2018

      Alessandro grazie per il commento e per la segnalazione. Buona giornata 🙂

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