e-commerce in Italia 2017

Qual è lo stato di salute dell’e-commerce in Italia?

L’e-commerce in Italia continua il suo percorso di crescita e si appresta ad entrare in una fase di piena maturazione e consolidamento, che avrà il suo apice nel 2020. È questo il dato più rilevante proveniente dal report annuale sull’e-commerce, redatto dalla Casaleggio Associati in collaborazione con l’Osservatorio Netcomm.

Nel 2016, l’e-commerce in Italia ha registrato una crescita a doppia cifra, con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente ed un fatturato complessivo stimato in 31,7 miliardi di euro.

e-commerce in Italia 2017

Photo credit by: Casaleggio.it

Uno sviluppo generalizzato, che coinvolge ogni settore del mercato.

Tuttavia, nonostante il trend positivo, l’e-commerce di casa nostra continua a restare un passo indietro rispetto alle maggiori nazioni europee. Il valore dell’e-commerce in Europa si aggira attorno ai 509,09 miliardi di euro, con una crescita, negli ultimi dodici mesi, pari al 13%. Sono circa 296 milioni gli abitanti delle 48 nazioni europee che acquistato online abitualmente, per un totale che si assesta attorno al 57% della popolazione.

I Paesi con il maggiore fatturato e-commerce continuano ad essere il Regno Unito, la Germania e la Francia, che rappresentano circa il 60% dell’intero mercato europeo. Il motivo principale di questo dominio, che attualmente figura una distanza incolmabile, è da ritrovare nel fatto che chi apre un e-commerce in questi Paesi può contare su tutta una serie di finanziamenti, sia statali che privati, nell’ordine delle centinaia di milioni di euro.

Una cifra irraggiungibile per chi, come l’Italia, vede le sovvenzioni alla realizzazione di e-commerce non superare i 5 milioni di euro.

Nonostante ciò, aprire un e-commerce oggi rappresenta un investimento fondamentale, in particolare per le aziende che operano nel mondo del fashion retail. Una delle migliori performance di crescita, infatti, è quella del comparto moda/abbigliamento, con un picco del 28%, che ha generato l’1,9% del fatturato e-commerce totale, con un guadagno di poco superiore ai 600 milioni di euro.

settori e-commerce in Italia

Photo credit by: Casaleggio.it

Sono due i motivi principali per scegliere di creare un sito e-commerce. Il primo è la possibilità di ottenere pubblicità gratuita a livello internazionale e raggiungere potenziali clienti in tutto il mondo, non limitandosi più alla vendita ai soli consumatori che si trovano nelle zone limitrofe all’attività.

Nel mondo ci sono 1,6 miliardi di persone che hanno fatto acquisti online nell’ultimo anno, spendendo più di 2000 miliardi di dollari. Quindi, le opportunità di crescita per chi desidera espandersi all’estero non sono mai state così significative come nella stato attuale. Non è un caso che sia fortemente aumentata la presenza di aziende italiane sul mercato e-commerce internazionale, con il 65% di loro che vende oltre confine, centrando l’obiettivo di incrementare il loro volume d’affari.

Il secondo motivo è l’utilizzo del sito e-commerce come canale di vendita alternativo al negozio fisico, attraverso il quale eliminare le giacenze di magazzino e il rischio di invenduto, liberando i negozianti dall’obbligo di vendere al ribasso con sconti, promozioni e saldi pur di riuscire a sbarazzarsi dei capi che sono immobilizzati in deposito e quindi non generano profitto, permettendo loro di guadagnare il giusto.

Tuttavia, per fornire un quadro completo della situazione, è importante chiarire una questione.

Per gestire in maniera perfetta un sito e-commerce e conquistare, di conseguenza, risultati importanti, è necessario controllare le giacenze di magazzino in tempo reale e verificare immediatamente le disponibilità collegandolo ad un software gestionale specifico.

Una buona scelta, in questo senso, è rappresentata da MagicStore, un software gestionale specifico per il fashion retail, sul mercato da più di 25 anni, che viene utilizzato quotidianamente da oltre 3000 negozianti in tutta Italia.

MagicStore integra la sua soluzione gestionale all’e-commerce, semplificando e velocizzando tutti i processi riguardanti la vendita in rete.

Attraverso l’integrazione, i negozianti possono caricare i capi presenti nel gestionale MagicStore direttamente online, con il software che gestisce tutto a livello contabile, eliminando i capi venduti dalle disponibilità. MagicStore permette di pubblicare il proprio sito e-commerce sui maggiori marketplace e vendere su Amazon, Ebay, Google Shopping, Kirivo, Privalia, Spartoo, TrovaPrezzi, Zalando e The Clutcher.

Questa è una caratteristica molto importante perché, come testimonia il report annuale sull’e-commerce, i due terzi dei consumatori in rete effettua gli acquisti sui marketplace. Il 57% delle aziende italiane vende sulle piattaforme online, sfruttandole nel modo migliore per generare profitti consistenti.

E anche qui, i prodotti più richiesti risultano essere quelli del settore moda/abbigliamento/fashion.

Qual è lo stato di salute dell’e-commerce in Italia?
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Giuseppe Barbagallo

Giuseppe Barbagallo

SEO Specialist e Co-Founder della web agency Good Working. Appassionato di informatica e tecnologia sin dai tempi del seggiolone. Si occupa di SEO e Web Design, soprattutto (e non solo) nel settore sportivo.
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