Ricerca vocale e SEO

Ricerca vocale e SEO: cosa c’è da sapere

Ok Google, che tempo fa oggi a Roma?

Alexa, metti un brano di musica rock.

Ma non solo; anche le tradizionali ricerche, infatti, sono sempre più effettuate con l’interazione vocale e non digitando parole chiave sulla barra del motore di ricerca. Dobbiamo quindi porre l’attenzione sulla ricerca vocale e su come ottimizzare i nostri siti in ottica SEO per intercettare quel traffico. Un lavoro che, per quanto possa apparire diversamente, non dovrebbe risultare come una rivoluzione, ma come un naturale cambiamento di quanto già stiamo facendo da anni. Ovvero preoccuparci di più degli utenti e meno di Google.

Il mezzo è il messaggio, ma lo supera

Parafrasando e abusando di una celebre espressione di Marshall McLuhan, prima di entrare nel merito dell’ottimizzazione SEO per la ricerca vocale è fondamentale fare una premessa, anticipando in parte una risposta. Con la ricerca vocale cambia il mezzo con il quale gli utenti fanno ricerche sul web, preferendo (per rapidità e comodità, ma anche perché è il metodo utilizzato dagli assistenti vocali domestici), ma non l’esigenza di proporre contenuti adeguati a quel tipo di risposte.

Il problema di fondo rimane sempre lo stesso: gli interessi dell’utente. È inutile che ci fossilizziamo su siti ipertecnologici, veloci e graficamente impeccabili se poi sono poveri di contenuti unici e capaci di soddisfare le ricerche degli utenti. Siano esse via testo o via voce.

Dobbiamo dire basta a contenuti solamente testuali

Gli algoritmi di Google stanno facendo un lavoro pazzesco per comprendere le intenzioni di ricerca degli utenti e proporgli risposte adeguate; lo stesso impegno sembra mancare a chi si occupa di SEO. Quasi come che la SEO fosse solo un’aggiustata da dare a un contenuto preparato a prescindere da chi lo dovrà usufruire e su quale piattaforma o dispositivo. Chi ha un po’ di memoria può facilmente ricordarsi com’è cambiata la SERP di Google negli anni, da semplice elenco di siti a un insieme di risorse trasversali (immagini, video, shop, eccetera). Eppure il più delle volte si continua a proporre solamente contenuti testuali. Quando il più delle volte, salvo rari casi prevalentemente di nicchia, le persone non li leggono o cercano altro.

Facciamo un esempio, uno di quelli banali, ma piuttosto significativi. Se cerco ricetta pizza non necessariamente mi serve un articolo con la spiegazione passo passo di ogni step; magari mi è più utile un video che mi offra la stessa risposta, ma in maniera più rapida. Così come se la ricerca è migliori giacche invernali da uomo la risposta migliore e più immediata può essere quella tramite immagini, non attraverso le spiegazioni.

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Bisogna sempre capire l’intento di ricerca e fornirgli contenuti (il messaggio) nei metodi (articolo, video, podcast, immagini, e-commerce, eccetera) nel modo per lui migliore. I contenuti, anche quelli fatti meglio, se non contestualizzati a un pubblico di interessati, si rivelano inutili. Perché sarebbe come parlare di macellazione delle carni e della lavorazione che sta dietro l’ottenimento di bistecche squisite a degli utenti vegetariani.

Cosa cambia con la ricerca vocale

Cambia il modo di esprimersi degli utenti, quindi il concetto di parola chiave, non il lavoro di analisi e realizzazione di contenuti qualitativamente validi. Diversi studi condotti sull’argomento hanno rilevato come più dei due terzi delle ricerche vocali vengono eseguite con un linguaggio naturale, quindi lontano dalle keyword dure e pure. Le ricerche, quindi, saranno più vicino alle long tail (le keyword a coda lunga) e più discorsive. Inoltre molti assistenti vocali, sia Alexa che Google, propongono modelli integrati di display, questo a conferma di come il deposito di informazioni da cui Google attinge non è solo quello testuale degli articoli, ma anche quello di YouTube, dei social network, degli e-commerce e di tutte le altre realtà che possono contribuire a fornire risposte esaustive e soddisfacenti per gli chi ha effettuato la ricerca.

Ottimizzazione SEO per la ricerca vocale: 5 consigli utili

1# Cercare gli argomenti, non le keyword

Lo abbiamo già anticipato, ma è un elemento fondamentale su cui porre ulteriormente l’attenzione. È necessario conoscere il target di riferimento e sapere cosa cerca, in funzione di ciò che ha bisogno. Si tratta di un meccanismo articolato, ma imprescindibile per non vanificare il lavoro e sprecare risorse preziose. Si può proporre lo stesso argomento a un pubblico differente, usando concetti e termini diversi, pur parlando della stessa materia. Lo stesso argomento “linguaggi di programmazione”, per esempio, si può affrontare con dei ragazzi, quindi generalmente alle prime armi, che con chi ha dei rudimenti e chi, invece, è un professionista affermato. I primi potrebbero desiderare solo informazioni di base su quali sono i più diffusi linguaggi di programmazione, mentre i secondi e i terzi potrebbero essere disposti ad acquistare un ebook, una consulenza o un video corso. Per lo stesso argomento abbiamo un ventaglio di potenziali interessati; dalla definizione del target capiamo di cosa possono aver bisogno e, quindi, cosa possiamo offrirgli e come farlo al meglio. Questo vale per tutte le ottimizzazioni SEO, quindi anche quelle tramite ricerca vocale.

2# Puntare sui Featured Snippet

Quante volte facendo una ricerca testuale su Google il motore di ricerca ci dà già la risposta (o un’anteprima della stessa) ancora prima di cliccare su un risultato? Google seleziona il risultato più autorevole e lo propone in una sorta di “posizione zero”; queste sono le cosiddette Featured Snippet. Se consideriamo che la ricerca vocale restituisce meno risultati di quella testuale e come l’utente generalmente non vada oltre i primi tre risultati che Alexa, Siri, Google Home o tutti gli altri gli propone, è evidente come sia fondamentale e vincente andare a occupare questo spazio. Come fare? l’indicazione è quella di dare risposte chiare a delle domande specifiche, non generiche. La risposta va fornita in maniera didascalica, preferibilmente con liste e tabelle.

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3# Mobile friendly

Può apparire superato – e forse in parte lo è – parlare di mobile friendly, ma è doveroso continuare a insistere considerando come ancora tante (troppe) realtà digitali ignorino questa realtà. Sì, parliamo di una realtà. Il traffico oggi è prevalentemente da mobile e lo sarà sempre di più, anche in ottica di ricerca vocale. Il traffico desktop probabilmente non scomparirà del tutto, ma sarà destinato a un mercato di nicchia. L’importante al solito è distinguere e differenziare la propria comunicazione, facendo in modo che il proprio spazio digitale sia accessibile da mobile.

4# Risposte e approfondimenti

Come abbiamo già visto le ricerche vocali sono orientate, ancor più di quelle testuali, all’ottenimento di risposte immediate ed esaustive. Queste poi possono essere lo spunto per approfondimenti e l’ottimizzazione SEO deve saper strutturare questo tipo di dinamica. È importante riuscire a soddisfare delle risposte e allo stesso tempo offrire l’opportunità di approfondire quell’argomento, sviluppando l’autorevolezza del proprio sito, divenendo per gli utenti (e, quindi, per Google) un punto di riferimento per quell’argomento e quella tematica.

5# Local SEO

L’ultimo punto del quale occuparci per quel che riguarda l’ottimizzazione SEO per la ricerca vocale è quello delle ricerche localizzate. Questo è un trend in enorme crescita e sul quale bisogna investire. L’utente che consulta il proprio assistente vocale alla ricerca di un ristorante, un pub, una pompa di rifornimento o qualsiasi altra attività commerciale, ha bisogno di risposte rapide, che sappiano indirizzarlo verso la struttura più vicina ma anche più qualificata. Le attività commerciali, gli artigiani e qualsiasi tipo di negozio non può quindi prescindere dalla cura del proprio profilo Google My Business e dell’attenzione alle dinamiche SEO orientate alla promozione a livello locale. Un numero minore di utenti, certo, ma un numero maggiore di potenziali clienti.

Daniele Di Geronimo
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