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Organizzare un viaggio nell’era globale: il caso TripAdvisor

Come e quanto TripAdvisor influenza le scelte dei viaggiatori

Un anonimo scrisse: “Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi“: ahi ahi ahi, il tizio ha dimenticato di includere l’organizzazione!

Ma cosa scopriremmo se decidessimo di sbirciare i preparativi di una partenza al giorno d’oggi (a prescindere che si tratti di una vacanza, un week end di evasione, una trasferta lavorativa, un itinerario di scoperta culturale o gastronomica)?

Insomma, se ogni occasione è buona per viaggiare (le feste comandate come Natale, Capodanno, Pasqua, agosto, oppure i periodi feriali), cosa facciamo nei tempi d’adesso per assicurarci un buon viaggio?

Manco a dirlo: molto prima di pensare a cosa infilare in valigia (a quanti paia di scarpe converrà portare, e a quanti dei nostri accessori e cosmetici dovremmo rinunciare per non sforare con il peso del bagaglio da stiva concesso dalle compagnie di volo), la maggior parte di noi viaggiatori dell’etere è solita affidarsi alla rete… in particolare ai siti specializzati… e nello specifico al colosso del settore: TripAdvisor!

Che si tratti di un colosso non ci sono dubbi: basti pensare che solo in Italia la spesa generata dal sito ammonta a 2,3 miliardi di euro, con un’influenza su ben 47.000 posti di lavoro.

Da quando nel 2000 è stato lanciato, TripAdvisor ha contribuito notevolmente alla crescita del mercato dei viaggi e del turismo mondiale, sfruttando, in modo assolutamente innovativo, una metodologia vecchia come il mondo: il passaparola!

E se le nostre nonne parlando dal balcone di questo e di quello hanno fatto un’epoca, ma certo non hanno costruito un impero, l’impresa è riuscita invece al sito in questione, che si basa su milioni di recensioni (e non di spetteguless!) che vengono redatte dai viaggiatori di tutto il globo: attraverso le loro opinioni questi aiutano altri utenti nelle fasi di pianificazione e prenotazione.

Aiuto stimato in oltre 350 milioni di viaggi e 1,8 miliardi di pernottamenti nel solo 2014. Di questi: 22 milioni per i primi e 352 milioni per i secondi sono stati generati direttamente da TripAdvisor: il che significa che senza il portale non ci sarebbero stati!

E proprio quelle partenze, con quelle prenotazioni, e non altre: nel senso che più aumentano i contenuti (foto, recensioni, annunci e informazioni) di una specifica destinazione, più cresce il numero di persone che opta esattamente per quella meta.

Quest’ultima osservazione torna utile anche agli addetti ai lavori: albergatori, ristoratori, associazioni culturali, e tutti quanti gravitano nel mondo dell’offerta turistica, dal momento che i feedback loro restituiti dagli utenti rappresentano informazioni utili a migliorare i servizi, al fine di attrarre ancora più clienti.

Si è analizzato che le strutture che forniscono attente repliche alle recensioni presentano un rendimento migliore sul sito (l’80% degli utenti di TripAdvisor è influenzato da questa dinamica di “botta e risposta”, e 4 viaggiatori su 5 credono che la strutture e le organizzazioni che rispondono alle recensioni siano più attente ai propri ospiti: in effetti, anche noi pensiamo che se dici una cosa e un altro replica, quanto meno ti sta ascoltando!).

E questo anche nel momento in cui si tratti di strutture private e indipendenti, non appartenenti a catene, che, per quanto piccole, possono competere alla pari con le strutture alberghiere più grandi, proprio grazie alla visibilità concessa dai recensori di TripAdvisor: quindi, rivolgendoci agli addetti ai lavori: è cosa buona e giusta che le informazioni riportate sulla vostra pagina siano complete e aggiornate!

E tutto sommato i professionisti del settore turistico paiono averla capita questa cosa, dal momento che il 56% (a livello mondiale) dichiara di adoperare la piattaforma per sponsorizzare la propria attività.

Secondo Valentina Quattro, portavoce del colosso in Italia, “è interessante notare che TripAdvisor sta avendo un duplice effetto sulla spesa di viaggio: da un lato consente ai visitatori di risparmiare, optando per le offerte migliori, e dall’altro la reputazione raggiunta dal portale induce una crescita dei viaggi e della loro durata”.

Per farsi un’idea: il numero di persone che in un anno (il 2014) ha visitato complessivamente Colosseo, Pompei e Uffizi, risulta inferiore rispetto a quello di quanti per organizzare la loro partenza hanno adoperato il portale (e si parla solo dell’Italia!).

Ma quali sono i parametri che maggiormente direzionano le decisioni dei fruitori di TripAdvisor?

Il 71% persone si lascia influenzare in primo luogo dal punteggio attribuito alla struttura, immediatamente seguito da quelli che si fanno guidare dalle recensioni, e poi dal 46% che attribuisce credito in particolare a blog e forum, mentre le foto e i video pesano rispettivamente sul 38% e il 17% degli aspiranti viaggiatori.

A proposito delle recensioni, risulta che la metà della community globale del sito non prenoterebbe una struttura priva di recensioni, e anzi, una volta stabilita la meta di un viaggio, piuttosto che l’attività a cui dedicarsi un dato giorno, il 79% degli utenti legge almeno 6-12 recensioni relative a 4-10 offerte prima di decidere dove soggiornare o cosa fare.

La conclusione?

Per quelli che operano nel settore è semplice, e l’abbiamo pure anticipata: senza grossi paroloni si tratta di una ricetta antica come il mondo: abbiate cura dei vostri clienti, oggi più di ieri, dal momento che, ora come ora, se la colazione è misera, le lenzuola sporche, la stanza rumorosa, l’offerta qualitativamente inadeguata, non lo sapranno solo le persone del paese (come accadeva quando il passaparola era quello che andava di bocca in bocca), ma potenzialmente tutto il “villaggio globale” (basterà che un avventore scriva in inglese, o che semplicemente i lettori adoperino google translate e sarete sgamati a livello planetario!).

Anche per noi che lo adoperiamo la conclusione è abbastanza scontata: trattandosi di un sistema piuttosto agevole (e che prevedibilmente verrà sempre più semplificato) per cercare, organizzare e prenotare i propri viaggi, possiamo stare più o meno tranquilli e preparare le valigie… anche se, come in tutte le cose esiste un rovescio della medaglia: che alla fine si realizzino “viaggi clonati”, tutti alquanto simili tra loro, mentre, come diceva Ralph Waldo Emerson (filosofo, scrittore e saggista statunitense): “Non andare dove il sentiero ti può portare; vai invece dove il sentiero non c’è ancora e lascia dietro di te una traccia”.

 

Giuseppe Barbagallo

Giuseppe Barbagallo

CEO e Co-Founder della web agency Good Working. Appassionato di informatica e tecnologia sin dai tempi del seggiolone. Si occupa di SEO e Web Design, soprattutto (e non solo) nel settore sportivo.
Giuseppe Barbagallo
Organizzare un viaggio nell’era globale: il caso TripAdvisor ultima modifica: 2017-03-28T14:34:55+00:00 da Giuseppe Barbagallo

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