gestire una pagina aziendale Facebook

Se Facebook è Willy l’Orbo, noi dobbiamo essere audaci come i Goonies

Tutti coloro che sono nati a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80 (e che ora rappresentano la maggior parte dei professionisti che lavorano online) sono cresciuti con diversi cult che ne hanno contraddistinto i primi anni di vita. In particolar modo, il film I Goonies rappresenta una di quelle icone in grado di raccontare non solo una storia d’avventura ma i sogni di un’intera generazione. Il grande cult del 1985 può dare anche un grande insegnamento in merito all’utilizzo dei Social Media (in particolar modo Facebook) in questa nostra epoca contemporanea, segnata dalla cosiddetta quarta rivoluzione industriale.

Facebook, il grande pirata che accumula tesori (i tuoi soldi)

Come può venire in mente associare un’opera cinematografica di trent’anni fa con quello che, all’unanimità, viene considerato il più grande social network al mondo? Attivo da ormai più di un decennio, Facebook è una piattaforma che ha stravolto la nostra vita quotidiana trasformando le abitudini comunicative di tutti noi. Questa prima fase è stata però presto soppiantata dall’invasione del social nel settore professionale.

Allo stato attuale, il social network di Zuckerberg non è solo una piattaforma su cui chattare con gli amici ma uno strumento per concludere affari. Sono sempre di più infatti le aziende che decidono (più che decidere, sono costrette) di portare il proprio lavoro su Facebook per aumentare la propria visibilità online e far crescere il numero dei clienti. Il social permette ai professionisti di trovarne di nuovi, a patto che però vengano effettuati degli investimenti in campagne pubblicitarie.

Una volta raggiunta la consapevolezza che senza investire in attività di advertising la presenza su Facebook è pressoché inutile, trova un compimento logico il paragone tra il social e il personaggio leggendario di Willy l’Orbo, il pirata in grado di raccogliere un grande tesoro (che potremmo considerare metaforicamente come l’insieme degli investimenti effettuati dai Brand).

L’obiettivo è trovare il tesoro di Willy l’Orbo

Ogni Social Media Manager che ha l’obiettivo di conquistare Facebook non lo fa certo per impossessarsi del tesoro descritto in precedenza (non per qualcosa, ma sarebbe reato). L’obiettivo di chi ha a che fare ogni giorno con il social è quello di raggiungere, con esso, gli utenti potenzialmente interessati all’offerta commerciale da sponsorizzare. È questo lo scrigno di pietre preziose a cui ogni professionista punta, mettendo in campo tutta la propria passione e le competenze personali.

Già, ma come si possono ottenere grandi risultati su Facebook? Non esiste davvero nessun’altra alternativa all’investimento di capitali?

7 missioni per raggiungere il vascello del pirata

Così come l’avventura dei ragazzi partì da casa Walsh nel film di Richard Donner, allo stesso modo voglio che questo articolo sia un punto di partenza che ti permetta di lavorare al meglio su Facebook. A tale scopo ho pensato di darti 7 consigli che corrispondono, per quella che è la mia esperienza diretta, a 7 dubbi e/o difficoltà che si incontrano quando si deve gestire una pagina aziendale.

Partiamo dunque dalla casa della famiglia Walsh insieme a Mikey, Chunk, Andy, Mouth, Data, Stef e Brandon alla ricerca del vascello di Willy l’Orbo.

#1 Prima fase, evitare lo sfratto

I ragazzi protagonisti della fantastica avventura raccontata dal film decidevano di mettersi all’opera non tanto per l’amore verso l’ignoto, ma per un motivo molto più concreto: salvarsi dallo sfratto e dall’esproprio delle proprie case. Allo stesso modo, volendo mantenere il parallelismo che stiamo portando avanti, l’aumento delle conoscenze sul funzionamento di Facebook ci permette di “evitare lo sfratto”, ovvero rendere la pagina aziendale completamente inutile.

L’avventura parte proprio da qui!

#2 Il ristorante della banda Fratelli

Dopo aver trovato la mappa del tesoro nella soffitta di casa Walsh, la prima tappa dei Goonies era il ristorante (chiamiamolo così) della banda Fratelli. Questo luogo ameno e sinistro può esser visto, nella nostra maxi-metafora, come la rappresentazione dei dubbi che ci assalgono sulla struttura di ogni singolo elemento della pagina aziendale. In tal senso, il mio consiglio è quello di ottimizzare tutti gli elementi che compongono la pagina, a cominciare dalle immagini (quella del profilo e quella utilizzata come cover del diario).

A tal proposito, ti consiglio di scoprire quali sono le dimensioni delle immagini per i social network.

#3 La discesa nei sotterranei

Seguendo gli avvenimenti del film, ci troviamo al punto in cui i ragazzi scoprono il cunicolo che porta giù, nel cuore della terra, un oscuro sotterraneo da seguire (secondo la mappa di Copperpot). Un passaggio inevitabile per arrivare al tesoro di Willy l’Orbo, così come ineludibile è il lungo (e noioso) lavoro di analisi che il Social Media Manager deve svolgere per individuare le caratteristiche base del pubblico a cui l’azienda fa riferimento. Nel caso di una pagina appena creata, che non può quindi fornire dati sugli utenti, occorre attingere queste informazioni direttamente su Google Analytics.

#4 Ritrovamento dello studioso Copperpot, non farti frenare dalla paura

Nel corso degli avvenimenti che accompagnano la discesa dei nostri eroi, a un certo punto ci si trova dinnanzi al corpo di Chester Copperpot, lo studioso passato a miglior vita durante la sua ricerca del tesoro nascosto. È qui che Mikey prende consapevolezza del suo ruolo di leader all’interno del gruppo. In riferimento all’attività di Facebook Business di cui stiamo parlando, possiamo immaginare questo passaggio come l’equivalente del superamento di qualunque blocco emotivo che ti impedisce di ottimizzare (a modo tuo) i diversi elementi della pagina, come per esempio la sezione in cui racconti la storia dell’azienda. Uno spazio davvero utile per farti conoscere meglio dal pubblico.

informazioni pagina facebook

#5 L’alleato che non ti aspetti, ecco Super-Sloth

In ogni avventura arriva sempre il turno dell’aiutante, ovvero di quel personaggio “estraneo” al gruppo di eroi che però sarà decisivo per il raggiungimento dell’obiettivo. Il film I Goonies ci insegna che se anche l’apparenza non è proprio il massimo, come il caso di Sloth, non è detto che non vi possa essere qualcosa di buono. Con cosa possiamo paragonare il personaggio di Sloth all’interno di Facebook? Senza dubbio gli Audience Insights, ovvero le metriche che ti aiutano a scoprire gli orari migliori per postare e anche quale tipologia di contenuto proporre. Brutte da vedere (parliamoci chiaro, a chi piace vedere grafici e tabelle?!) ma di grande aiuto, proprio come Sloth… o meglio, Super-Sloth.

#6 Occhio ai tracobetti… ops, trabocchetti

Chi non ricorda i mitici tracobetti (storpiatura del termine trabocchetti) incontrati lungo il cammino dai giovani protagonisti della storia? L’insegnamento di queste scene è stare sempre all’erta, mantenere alta la concentrazione. Una delle più grandi insidie riguarda, a mio modo di vedere, la gestione dei commenti. Il più classico trabocchetto in cui cascano in tanti è il non considerare (o peggio, eliminare) i commenti negativi. Un errore che costa caro in termini di reputazione. I commenti rappresentano una grande opportunità, anche quelli negativi.

Per saperne di più, ti consiglio di approfondire il concetto di Comment Marketing.

#7 Conquista del tesoro

Dopo una lunga serie di pericoli, i nostri giovani eroi arrivano al vascello pirata. Indimenticabile la scena di Mikey che arriva dinnanzi al corpo di Willy l’Orbo, il simbolo del compimento di un percorso di formazione che porta alla crescita di tutti i protagonisti. Volendo fare anche qui il parallelo con Facebook penso che sia l’esperienza la strada giusta per crescere, migliorare, valutare i risultati e, nel caso fossero negativi, pensare ad altre strategie. Il consiglio finale che mi sento di darti è provare, testare continuamente e analizzare i dati. La strategia funziona? Vai avanti. Non funziona? Resetta tutto, individua i punti deboli e ripensa il tutto.

Gestire una pagina Facebook, un’avventura che non finisce mai

Se l’azienda per cui lavori decide di aprire una pagina Facebook, o se vieni contattato per gestirne una già esistente, o se ancora sei tu stesso a voler creare una nuova pagina per promuovere il tuo progetto, è seguendo il percorso descritto in precedenza che potrai arrivare all’obiettivo.

Una pagina aziendale Facebook deve essere uno strumento utile, non adibita a mera visibilità senza costrutto. Il flusso di traffico deve essere ben veicolato attraverso una strategia di Social Media Marketing in linea non solo con gli obiettivi ma anche con il target, da conquistare poi con la pubblicazione di contenuti in grado di raggiungere fette considerevoli di reach organica. Dopo aver fatto questo, sarà possibile corroborare il tutto inserendo, nella propria strategia, l’attività di investimenti in campagne pubblicitarie che possono dare grandi risultati a patto che siano ben indirizzate (scopri come creare un pubblico personalizzato per Facebook Ads).

Facebook, così come Google, è una piattaforma in continuo mutamento. Ogni tot di tempo arriva un nuovo aggiornamento che distrugge le nostre certezze e ci costringe a ripensare tutto. Ecco perché è fondamentale rimanere sempre aggiornati e, nel caso di cali improvvisi, non perdersi d’animo e continuare a testare.

Per concludere

Se il gruppetto di ragazzi, chiamati goonies, riuscivano a conquistare i propri obiettivi (salvezza delle case e scoperta del tesoro, nel pieno rispetto dell’Edonismo Reaganiano anni ’80) dopo una lunga e faticosa avventura, allo stesso modo puoi riuscirci anche tu. Creare e gestire la pagina Facebook comporta tanto lavoro, che va a crescere nel momento in cui dovrai analizzare tutti i dati.

Basta con gli indugi, è il momento di iniziare l’avventura e conquistare lo spazio sul social network.

Ringraziamo Diego Riselli per il personaggio in grafica di Super Sloth.
Ringraziamo Giulio Tiberi, il nostro grafico per l’adattamento dell’immagine d’anteprima alla tematica del post.

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Vincenzo Abate

Laureato in Filosofia e Scienze Umane, è da sempre un grande appassionato di scrittura creativa e di letteratura. Ha collaborato (e collabora) anche con diverse aziende come blogger, copywriter e social media manager. Ha pubblicato diversi libri, sia in formato cartaceo che in ebook, con diverse case editrici e anche con il servizio di autopubblicazione YouCanPrint.
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