Come fare il restyling di un sito aziendale

Come fare il restyling di un sito aziendale

Il sito web è uno degli elementi più importanti per un’azienda che vuole fare affari su internet. Attraverso il sito si riesce a dare visibilità a un marchio, renderlo efficace e appetibile… a patto che le pagine che lo compongono vengano strutturate in un certo modo. Oggi parliamo della necessità del restyling, per dare nuova linfa a un progetto aziendale che rischia di cadere nel dimenticatoio a causa di un eccessivo immobilismo.

Perché fare un restyling

Hai mai fatto caso che quei negozi che restano “fermi” non migliorano mai e anzi arrivano a conoscere ben presto periodi di forte crisi? Lo stesso immobilismo che mette ko le attività commerciali fisiche, può dare il colpo di grazia a un’attività digitale incapace di rinnovare se stessa.

Il web è una realtà in continuo mutamento e che richiede, anche agli “attori protagonisti”, una grande capacità di evolversi. Allo stesso modo, per accendere l’interesse degli utenti è indispensabile fare in modo che un sito aziendale sia “vivo”, si muova, che non resti fermo per troppo tempo.

Il sito è la vetrina di un’attività commerciale e, così come un negozio reale, deve essere mantenuto nel miglior modo possibile.

L’obiettivo è chiaro: gli utenti che arrivano sul sito dovranno rimanere e tornare più volte, senza andare dai concorrenti. L’unico modo per raggiungere questo obiettivo è effettuare, di tanto in tanto, una completa operazione di restyling del sito aziendale.

Come fare il restyling di un sito aziendale

Dopo aver visto il perché, cerchiamo di analizzare il come. Il restyling di un sito aziendale è un lavoro che comporta diversi fattori, ben lungi dall’essere svolto nel giro di poco tempo. Si tratta di operazioni molto importanti che richiedono un alto livello di attenzione.

L’obiettivo principale è uno: migliorare l’esperienza dell’utente, in modo tale da farlo sentire più a suo agio tra le pagine del sito e “spingerlo” così a compiere delle azioni.

Nei prossimi paragrafi, analizziamo i vari step per il rinnovamento di un sito aziendale.

#1 Lavora sull’usabilità

Il primo aspetto da tenere presente quando si decide di procedere a un lavoro di restyling riguarda l’usabilità del sito. Una vetrina digitale, in particolar modo se di proprietà di un’azienda, deve essere in grado di invogliare il visitatore a restare sul sito, girando tra le varie pagine in cerca della soluzione giusta per le sue necessità. Per far questo, è necessario fare un lavoro certosino sulla web usability.

Come farlo? Il nostro consiglio è quello di puntare su uno stile minimal, aiutando così la scansione visiva dell’utente (che in media legge poco) che potrà così trovare tutte le informazioni importanti già a un primo sguardo. Gli elementi grafici, la formattazione dei testi, la struttura della pagina stessa (in particolar modo della homepage) tutto deve essere realizzato in un’ottica ben precisa che punta a semplificare al massimo l’esperienza dell’utente.

#2 Rinfrescatina grafica

Se il sito resta immobile, dal punto di vista grafico, gli utenti potranno stancarsi ben presto ed essere poi attratti da chi invece si presenta con una veste diversa. Occorre quindi ripensare, dopo un certo periodo di tempo, l’aspetto estetico delle pagine del sito. Una volta scelto lo stile da adottare, bisogna lavorare affinché questa nuova veste diventi realtà e possa dare nuovo slancio al sito aziendale.

Una buona idea per rifare il look del sito è dare un’occhiata alle tendenze del momento, almeno per quel che riguarda il fattore visual. Qual è il colore Pantone dell’anno? Che tipo di stile sta conquistando l’interesse delle persone? Queste domande devono essere la base per una riflessione su come dare nuovo slancio alla tua vetrina digitale.

#3 Il logo aziendale

Se l’homepage è la vetrina, il logo è il volto con cui un’azienda si presenta al proprio pubblico. Creare un logo aziendale e lasciarlo in un’unica versione negli anni a venire non è una buona idea, perché si rischia di rientrare in quell’ottica di immobilismo che stiamo cercando di tenere distante.

Una buona abitudine dunque è quella di effettuare un restyling del logo aziendale, a cadenza regolare. Il rinnovamento del logo dona un’aria diversa al tuo sito e avvicina ancora di più il pubblico, attratto dall’idea di un cambiamento che riguarda l’identità stessa dell’azienda.

Quando effettuare quest’operazione di rebranding? Si può decidere di pianificare la cosa con cadenze regolari, ma forse l’idea migliore è basare i cambiamenti del sito sui momenti di calo delle vendite. È un momento di “stanca” del tuo business? Rifai il look per rinnovare il coinvolgimento delle persone.

#4 Lavoro sui contenuti

Un altro tassello di fondamentale importanza in merito al rifacimento del look aziendale riguarda i contenuti. Oltre alle parole scritte e al tipo di linguaggio utilizzato, per lavoro sui contenuti s’intende anche una riflessione sulla formattazione dei testi. Nel tentativo di rendere sempre più comoda la lettura delle persone, bisogna individuare il font adeguato e che meglio leghi con l’aspetto del sito.

Per quel che riguarda poi i contenuti stessi, occorre puntare sul concetto di sintesi. Ciò che quindi era descritto in 4 righe, con il rinnovamento in corso si deve poter spiegare in 3. Grazie a questa operazione di snellimento sarai in grado di rendere ancora più semplice l’esperienza dell’utente, che potrà così scansionare la pagina e individuare (grazie a un sapiente utilizzo del font e delle dimensioni del testo) la porzione di contenuto più importante.

Per saperne di più, leggi il nostro approfondimento sul Content Marketing aziendale.

#5 Cura delle pagine dei prodotti

Visto che stiamo analizzando una realtà aziendale, bisogna tener presente che i siti eCommerce contengono tante pagine per i diversi prodotti in vetrina. In merito al restyling di un negozio online, il lavoro sulle diverse pagine è indispensabile per dare nuovo slancio alle vendite e risollevare una situazione che magari sta vivendo un momento di calo.

Le pagine dei prodotti (magari di quella manciata di prodotti che si vogliono rilanciare) devono essere ripensate tenendo conto, come accennato in precedenza, sia le tendenze del momento in merito a colori e stili sia per quel che concerne la user experience. L’utilizzo di immagini di qualità, una descrizione sintetica ma densa e una lista di prodotti correlati sono le basi su cui costruire una pagina prodotto ad alto tasso di conversione.

#6 Snellire le fasi del carrello

Inserisci prodotto X, aggiungi nuova opzione, inserisci codice sconto, controlla il tuo ordine, fornire i dati per il pagamento, conferma dei dati, riepilogo… ok, stop!

Capita spessissimo che gli acquisti di prodotti vengano abbandonati nella delicata fase del carrello. Per meglio dire, a un passo della conclusione dell’acquisto tutto cade. Questo succede perché i diversi step del carrello tendono a essere complicati, dando all’utente un senso di insicurezza e di eccessiva lungaggine che può portare (più spesso di quanto si pensi) all’abbandono dell’acquisto. Per evitare questo problema, l’operazione di restyling dovrà riguardare anche il carrello che occorrerà snellire e reso chiaro in ogni singolo passaggio.

#7 Indicazioni sul tuo lavoro: la Mission

Chi sei, cosa fai e perché la tua azienda è online, cosa sei in grado di fare e di proporre, perché gli utenti dovrebbe scegliere proprio te ecc. Tutte queste informazioni sono imprescindibili per dare ai visitatori del sito un’idea chiara e precisa sulla tua attività e su cosa puoi fare per loro.

Se dunque nel tuo sito non è presente una pagina Mission, nelle operazioni di restyling inserisci la creazione di quello che è uno degli spazi più importanti per un sito aziendale. La Mission è fondamentale perché, tramite essa, metti in chiaro i motivi (e gli obiettivi) della tua presenza sul web. Se invece hai già una pagina del genere, pensa a come rinnovarla nel miglior modo possibile lavorando sui contenuti e sull’aspetto grafico.

Per approfondire questo concetto, scopri quali sono le differenze tra Mission e Vision.

#8 Call to action naturali ben posizionate

Così come bisogna evitare le forzature con i contenuti del sito, allo stesso modo occorre scongiurare il rischio che l’errore venga ripetuto con le cosiddette Call to Action, ovvero le chiamate all’azione che dovrebbero (l’uso del condizionale è prettamente metaforico) veicolare l’azione dell’utente e spingerlo a compiere l’azione desiderata, che nel caso di un sito aziendale è l’acquisto di un prodotto.

La Call to Action deve risultare del tutto naturale e perfettamente inserita nel contesto della pagina. Se quindi nelle operazioni di restyling ti rendi conto che sul tuo sito vi sono troppe CTA un po’ forzate, cerca di mettere in atto un’operazione di pulizia lasciando solo chiamate all’azione che non diano l’idea di “clicca e acquista a tutti i costi”.

#9 SEO, ma non troppo

In un paragrafo precedente abbiamo parlato dei contenuti, mettendo in risalto sia l’importanza della scelta del font sia che per il linguaggio utilizzato. In merito ai contenuti, però, occorre anche dire che se è vero che bisogna seguire le cosiddette “regole” del SEO Copywriting per creare porzioni di testo ad alto potenziale per il posizionamento, dall’altra parte non si deve commettere l’errore di essere eccessivi con il concetto di SEO-oriented.

Un testo che punta in maniera eccessiva all’utilizzo di parole chiave, anche quando esse sono difficilmente inseribili in un particolare contesto, può causare l’effetto opposto a quello desiderato. I contenuti devono poter essere letti in maniera semplice e piacevole, senza fastidiosi passaggi astrusi in cui i termini di ricerca sono inseriti in maniera forzata. Bisogna sempre ricordarsi che si scrive per le persone più che per Google.

#10 Ottimizzazione del sito per il mobile

Come ultimo consiglio (ma assolutamente non ultimo in termini di importanza) vi è l’ottimizzazione del sito per il mobile. Se da questo punto di vista hai delle pecche, l’opera di restyling del sito aziendale deve partire proprio da qui.

Gran parte della navigazione avviene oggigiorno da mobile, così come anche gli acquisti (secondo le statistiche sono più di 30 milioni gli italiani che acquistano da mobile). Il tuo sito aziendale dovrà essere responsive, in grado cioè di adattarsi perfettamente a ogni dispositivo.

Una volta concluso il restyling? La parola d’ordine è advertising

Le operazioni di restyling di un sito aziendale possono richiedere tanto tempo e l’impiego di svariate energie, ma il risultato finale ripagherà gli sforzi aprendo per il tuo business delle nuove porte.

Una volta terminato il rifacimento del look e delle funzionalità del sito, la cosa da fare è definire un’ampia strategia di marketing digitale che comprenda diverse piattaforme. La nuova veste con cui l’azienda vuole presentarsi al suo pubblico deve essere messa in evidenza, in particolar modo con delle campagne pubblicitarie (realizzate sia su Google Ads che su Facebook Business Manager) volte a incrementare il volume di traffico verso il sito.

La nuova veste delle pagine dovrà fare in modo di conquistare la stima e la fiducia delle persone, per far diventare il Brand un punto di riferimento all’interno del tuo settore professionale.

Per concludere

Un sito web aziendale “statico” è destinato a veder calare il proprio volume d’affari, tutto a vantaggio di una concorrenza che penserà bene di rinnovare la propria identità per mantenere alto l’interesse degli utenti.

L’unico modo per evitare questo, e regalare così nuovi clienti ai competitor, è tirarsi fuori dalle “sabbie mobili” dell’immobilismo e impostare periodicamente delle operazioni di restyling che facciano percepire un senso di evoluzione e progresso.

Resta al passo coi tempi e il pubblico saprà ripagarti con i numeri!

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Vincenzo Abate
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Vincenzo Abate

Laureato in Filosofia e Scienze Umane, è da sempre un grande appassionato di scrittura creativa e di letteratura. Ha collaborato (e collabora) anche con diverse aziende come blogger, copywriter e social media manager. Ha pubblicato diversi libri, sia in formato cartaceo che in ebook, con diverse case editrici e anche con il servizio di autopubblicazione YouCanPrint.
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